Segnala a Zazoom - Blog Directory

Stato e lotta alla mafia, a Monreale se n’è parlato al convegno organizzato dal sindacato di Polizia COISP

Crisantino: "Dai documenti che abbiamo la mafia nasce a Monreale, a fine ‘800, con il processo agli Stuppagghiari"

Si è tenuto questa mattina a Monreale, nel trentennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio, il convegno organizzato dal sindacato di Polizia Statale COISP dal titolo “Criminalità organizzata e terrorismo – Strategie di contrasto e prevenzione. Il ruolo della società civile a 30 anni dalle stragi di mafia”.

La scelta dove tenere l’evento è caduta sulla città di Monreale in memoria del sacrificio di alcuni rappresentanti dello Stato che in questa terra vennero barbaramente uccisi.

L’aula consiliare del comune ha accolto i numerosi partecipanti, tra esponenti delle forze dell’ordine, ma anche del mondo politico, storico, giudiziario. 

Si è trattato di un momento di riflessione sull’evoluzione della mafia, a partire dalle sue origini che – ha relazionato la storica prof.ssa Amelia Crisantino – sembrano affondare proprio a Monreale a fine ‘800 (con il processo agli Stuppagghiari), fino alle nuove forme assunte più recentemente da Cosa Nostra, intrecciata a livello internazionale con organizzazioni internazionali, sia di tipo mafioso che terroristico.

Diversi i contributi forniti dai presenti, che hanno illustrato a che punto è la lotta alla mafia e quali misure oggi servono per sconfiggere un nemico che può apparire invisibile ma che invece riesce a camuffarsi all’interno di vari settori della società.

Nel corso del convegno si è parlato del collegamento tra criminalità organizzata e terrorismo internazionale, di come risultino intrecciati i rispettivi obiettivi economici e ideologici. Come entrambi trovino sul traffico di esseri umani o della droga le stesse forme di finanziamento.

Ma si è parlato anche di come la risposta delle istituzioni negli ultimi anni sia stata capillare, forte e incisiva, impegnata nell’abbattere quelli che vengono considerati i pilastri dell’organizzazione mafiosa: la corruzione nel mondo imprenditoriale, le transizioni internazionali di denaro, l’uso della violenza, un contesto sociale favorevole diffuso.

Il vero salto di qualità nella strategia dello stato c’è stato dopo le stragi degli anni ’80, quando sono state sollecitate nuove norme e l’utilizzo di nuovi strumenti investigativi, capaci di colpire la criminalità al suo cuore, il patrimonio. 

Viene introdotto il 416 bis nel codice penale, il 41 bis (carcere duro), si adottano misure per favorire il pentitismo, vengono creati uffici giudiziari specializzati nel sequestro dei beni patrimoniali.

Si comprende come si riesca a ferire di più l’organizzazione mafiosa sottraendole il patrimonio piuttosto che mettendo in carcere il singolo affiliato, che veniva facilmente sostituito nell’organigramma.

Nasce un modo di lavorare che viene adottato dall’ONU, durante la convenzione che si è tenuta a Vienna il 16 ottobre 2020.

Ma durante il convegno non si è nascosta la capacità della mafia di approfittare dei momenti di crisi economica, di infiltrarsi nelle aziende in difficoltà, e la sua capacità di espansione, sia dal punto di vista geografico che in termini di mercati, dove riciclare l’enorme ricchezza accumulata.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.