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Festa della legalità, alla Morvillo piantata la talea dell’albero di Falcone

A distanza di trent’anni dalle stragi di Falcone e Borsellino Monreale non dimentica, perché la memoria non deve essere un semplice ricordo

L’Istituto Francesca Morvillo di Monreale ha celebrato questa mattina la giornata della legalità con la simbolica piantumazione di una talea dell’albero di Falcone, alla presenza dei bambini e dei ragazzi della scuola primaria e della secondaria di primo grado. Canti, recite, poesie hanno accompagnato la giornata che arriva a suggello di un percorso incentrato sulla legalità condotto in questi anni dall’istituto, guidato dalla dirigente, la Prof.ssa Francesca Giammona.

A distanza di trent’anni dalle stragi di Falcone e Borsellino, Monreale non dimentica.

E si fa memoria, non semplice ricordo, per imprimere già nelle nuove generazioni la cultura della legalità, nella consapevolezza che la mafia è una piaga che, anche se per molti può apparire distante, in realtà coinvolge la società tutta.

Memoria oggi vuol dire trasferire nei giovani senso di responsabilità nell’avversione ai soprusi, alla prepotenza, al male. In una presa di coscienza fondamentale che li deve accompagnare nella loro crescita.

“Per i nostri ragazzi – spiega la prof.ssa Giammona – Falcone e Borsellino sono figure distanti, rappresentano il passato, la storia. Allora il nostro compito è di fargli rivivere le loro idee. Certamente si tratta di un percorso condotto per gradi, che deve tenere conto delle differenti età degli alunni, ma che alla fine porta ad un processo di comprensione della legalità. 

Il momento di oggi, come quello recente dell’inaugurazione del murales che ritrae Francesca Morvillo, non é quindi una mera manifestazione isolata, ma suggella un percorso di rinascita”.

A testimoniare l’importanza di questi momenti è stata la presenza delle istituzioni monrealesi, rappresentate dal sindaco Alberto Arcidiacono e dagli assessori Letizia Sardisco e Luigi D’Eliseo, e di esponenti dell’Arma dei Carabinieri. Perché la lotta alla mafia va condotta con la repressione ma soprattutto sottraendo le nuove generazioni ai tentativi di reclutamento da parte della criminalità e alle sirene della subcultura mafiosa.

Un momento commovente è stato vissuto quando è stata aperta una parentesi sulla guerra in Ucraina con l’intonazione dell’inno ucraino, cantato da una alunna della scuola giunta a Monreale in fuga dalle bombe.

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