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Giuseppe Pecoraro, il ballerino che non ti aspetti, da portiere del Policlinico a Italia’s Got Talent

Per lui 4 si, Giuseppe Pecoraro ha stregato i giudici di Italia's Got Talent

Il suo nome è Giuseppe Pecoraro, palermitano, ha 55 anni e fa il portiere presso il Policlinico di Palermo. Giuseppe ha stregato con l’espressività dei movimenti accarezzati dalla musica e con il suo carisma i quattro giudici d’Italia’s Got Talent, Frank Matano, Mara Maionchi, Elio e Federica Pellegrini, ottenendo i quattro sì.

“La mia passione per il ballo è nata fin da piccolo, dall’età di 15 anni – racconta Giuseppe – amavo la break dance, ero particolarmente affascinato da Michael Jackson. Non ho mai avuto la possibilità di frequentare una scuola di ballo. Mi esibivo in casa, davanti allo specchio. Il mio stile è un misto tra break dance e robot dance, ma soprattutto un omaggio a Michael Jackson. Lo definisco uno stile libero”.

Nel suo racconto ricorda il rapporto speciale con il padre. “Mio padre era molto fiero ed orgoglioso di me – dice Giuseppe – gli brillavano gli occhi mentre ballavo per lui. In seguito, papà si è ammalato di cancro ed è volato in cielo. Ballare senza di lui non era la stessa cosa. Ho ricominciato qualche anno fa”.

“Quando sento la musica è come avere dentro una scossa elettrica – prosegue Giuseppe – per me la danza è un alimento, qualcosa di cui ho bisogno, proprio come l’aria che respiro, il cibo che mangio. Ballare sono io”.

Durante la conversione, Giuseppe racconta la sua esperienza ad Italia Got’s Talent. “Non ho fatto nessun provino – afferma Giuseppe –  incoraggiato dai miei nipoti ho ripreso a ballare e mi sono iscritto su Tik Tok, dove pubblicavo le mie performance. Incredulo, ho fatto in poco tempo tantissimi followers. Quest’ultimi mi scrivono che ho talento. Talento che nota la redazione di Italia’s Got Talent. Ho domandato quando fosse il provino, e mi hanno risposto che non ci sarebbe stato nessun provino. Mi sarei dovuto presentare giorno 5 ottobre presso gli studi.”

“Con la paura di arrivare in ritardo – aggiunge Giuseppe – parto immediatamente. Alle ore 20 ero in aeroporto e poco prima dell’una a Fiumicino. Ma a quell’ora i B&B sono chiusi, così sono rimasto fino alle 5:30 in aeroporto. In seguito, ho raggiunto Cinecittà. Ho aspettato diverse ore per esibirmi. Nonostante l’attesa, la stanchezza e l’emozione, il mio corpo ha iniziato a ballare, alle prime note”.

Giuseppe racconta con un pizzico di soddisfazione di aver sorpreso i giudici. “I quattro sì mi hanno emozionato – dice Giuseppe – Elio mi ha definito ipnotico, mi guarderebbe per ore. Mi sono commosso”.

“Bisogna credere sempre nei propri sogni. Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare”.

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