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Monreale, truffa poste private, assolto Nunzio Giangrande, il fatto non sussiste

Giangrande ha dimostrato di avere regolarmente versato il denaro dei clienti sul conto corrente di Poste Italiane

PALERMO – Assolto perché il fatto non sussiste. Con queste motivazioni il Giudice della V sezione penale del Tribunale di Palermo, la dott.ssa Vincenza Gagliardotto, nel marzo del 2021 aveva assolto il monrealese Nunzio Giangrande assieme alle palermitane Erica Naccari e Simona Lo Cascio dall’accusa di appropriazione indebita. 

Giangrande, titolare dell’agenzia “Servizi Postali di Giangrande Nunzio” con sede in corso Pietro Novelli a Monreale,  Naccari e Lo Cascio, titolari di due agenzie palermitane affiliate a quella di Giangrande, erano stati implicati in una presunta truffa da circa un milione di euro che sarebbe stata compiuta attraverso le loro agenzie di poste private.

Una vicenda iniziata nel 2013, quando furono poste sotto sequestro 72 agenzie di poste private di «Servizi postali» e di «Poste più». Secondo la Procura molti ignari utenti, dopo aver pagato bollette e versamenti, si erano visti recapitare avvisi di pagamento e protesti, poiché le somme, circa un milione di euro, non erano mai state recapitate ai destinatari.

Inizialmente erano stati individuati circa 1500 utenti vittime della presunta truffa ma – nonostante l’avviso per pubblici proclami – soltanto una quindicina di presunti truffati avevano deciso di costituirsi parte civile nel processo.

Nel giugno 2017 il GUP, dott. Cesare Vincenti, aveva accolto la richiesta del Pubblico Ministero, dott. Paolo Guido, di rinviare a giudizio l’imprenditore monrealese Nunzio Giangrande, quantunque lo stesso, in questi anni, si fosse sempre dichiarato innocente ed a sua volta vittima di una truffa: “Sono sempre stato e continuo ad essere fiducioso – aveva dichiarato a Filodiretto – nel lavoro della magistratura e del GUP, il Dott. Vincenti, per come hanno svolto il loro lavoro”.

Il Giudice, la dott.ssa Vincenza Gagliardotto, ha assolto Nunzio Giangrande, Erica Naccari e Simona Lo Cascio dal reato a loro ascritto perché il fatto non sussiste.

Nelle motivazioni della sentenza, il magistrato ha scritto che l’imputato Giangrande aveva presentato diverse querele per rappresentare le modalità poco chiare con le quali avvenivano i versamenti con la società privata Poste & Poste di Massa Carrara, con la quale aveva stipulato una convenzione, e con la filiale di Poste Italiane di via Rocco Pirri, diretta dal signor Ignazio Daddi. Giangrande, nell’esposto, aveva dichiarato che erano emerse diverse incongruenze dal momento in cui lui consegnava il denaro e i bollettini presso l’ufficio postale.

Il giudice ha confermato come tutto il denaro versato dai clienti fosse confluito direttamente all’interno di un conto acceso presso Poste Italiane, oltre al denaro che, in un certo periodo della sua attività, lo stesso Giangrande consegnava al direttore Daddi. A testimoniarlo le ricevute in possesso di Giangrande.

Non vi sarebbe dunque alcun elemento di prova che Giangrande avesse commesso il reato di appropriazione indebita.

In pratica il giudice ha confermato come in sede di interrogatorio le dichiarazioni rese dall’impuatto fossero coerenti e verosimili con la documentazione presentata nel corso del dibattimento dalla difesa, rappresentata dagli Avvocati Francesco Paolo De Simone Policarpo e Gaspare Genova. 

Oggi per Giangrande arriva un’altra buona notizia, a conferma della correttezza del suo operato. Il Giudice della II Sezione Penale del Tribunale di Palermo, il dott. Mauro Terranova, ha assolto l’imprenditore monrealese da ulteriori reati a lui ascritti per remissione di querela. Il Giudice ha così disposto il dissequestro e la restituzione dei beni che erano stati oggetto di giudiziale sequestro.

Si chiude per Giangrande un procedimento durato numerosi anni che, nonostante l’assoluzione, lascia profonde cicatrici.

Quando l’indagine era scattata l’imprenditore monrealese gestiva un impero economico. Un franchising con affiliate decine e decine di agenzie in tutta la Sicilia e non solo, che fornivano servizi postali e davano lavoro a decine di persone.

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