“Roma a Monreale. Il mecenatismo artistico di Ludovico II di Torres”. Così è stato intitolato il convegno tenutosi questo pomeriggio in Cattedrale, in occasione della fine del restauro del Crocifisso in legno a cura del Prof.re Gaetano Correnti. L’evento è stato Organizzato dall’Arcidiocesi di Monreale, dalla Basilica di Monreale e dalla Fondazione Sicilia.
A introdurre Padre Nicola Gaglio, parroco della Basilica. Diversi ospiti si sono poi susseguiti nel presentare le più importanti opere commissionate per la Cattedrale di Monreale a fine Cinquecento da Ludovico II di Torres.
L’Arcivescovo Torres incarna l’essenza della controriforma dell’epoca. Fu un ecclesiastico restauratore e un grande collezionista. Le sue scelte di forme artistiche e rappresentative sacre rispondono ai tempi. È un’arte che deve insegnare, che risponde alla catechesi: educare, diventare e commuovere.
La prima presentazione è stata a cura del Prof.re Andrea Bacchi, docente di Arte Moderna persso l’Università di Bologna e Presidente della fondazione Federico Zeri.
Il Professore ha presentato alla sala gremita di pubblico il Crocifisso in legno, arrivato a Monreale nel 1596. Alto 270cm, il Cristo è formato da un corpo unico in legno, con due ganci sulla schiena per legarlo alla croce. Anche il drappo che indossa all’altezza della vita è in legno, anche se più tenero del resto del corpo. Grazie al restauro ne è stato recuperato il dettaglio e il motivo decorativo originale. Della scultura non si conosce l’autore; quel che è certo, invece, è che il culto del Crocifisso ritorna fortissimo negli anni della Controriforma – producendo la creazione di tantissime opere simili alla nostra.
Ha seguito poi l’esposizione del Dott.re Tancredi Farina, sovraintendente archeologico per le belle arti e il paesaggio per le province dell’Aquila e di Teramo.
Farina ha raccontato della Cappella di San Castrenze, significativa perché condivide col Crocifisso la stessa provenienza: Roma. La cappella, realizzata tra il 1591 e 1596, è composta dall’altare (pensato per accogliere le spoglie di San Castrenze) e dal movimento funebre di Ludovico II, il cui fulcro è la statua inginocchiata dell’Arcivescovo.
Infine ha preso la parola il Prof.re Fernando Loffredo, docente di arte moderna alla State University of New York at Stony Brook.
Al centro del suo intervento la splendida statua in bronzo di San Giovanni Battista. L’opera, datata 1604, è considerata unica per la Roma dell’epoca. La committenza è infatti di scala elevatissima: pochissime persone potevano permettersi una statua in bronzo ai tempi. Un pezzo eccezionale, ma non un’opera del tutto originale. È infatti una copia – preziosissima – di un originale in legno che si trova oggi nella Confessione di San Giovanni Laterano a Roma.
La firma e la dedica di Ludovico II sulla scultura ci danno tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno sulla scultura tranne una: il suo autore.
L’incontro si è concluso con i saluti del Vescovo, Monsignor Pennisi.