Dalle Mauritius a Monreale, la bella storia di Alessandra accolta da Gina e Joe

“Sono arrivata a sedici anni”; a Monreale Joe Rosano e Gina Campanella decidono di testimoniare il loro amore con l’affido di Ale, e a lei seguirà Rosy

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MONREALE“Quando sono arrivata la prima volta a casa della mia nuova famiglia avevo sedici anni. Ricordo ancora il primo giorno che li ho visti: ero felice e allo stesso tempo un po’ spaventata di una nuova vita”. 

Alessandra Aiello, oggi, ha 25 anni e si è da poco laureata alla facoltà di scienze e tecnologie agrarie di Palermo con una tesi sulla “Via della Seta”. 

Quando, adolescente, è stata accolta da Joe Rosano e Gina Campanella che avevano deciso di dare una testimonianza del loro amore mettendosi in gioco con l’esperienza dell’affido, neanche s’immaginava di raggiungere questo traguardo. 

Una vittoria per Alessandra ma anche per Joe e Gina, per la “sorella” Sofia e anche per mamma Mary Jane che ora è tornata a vivere nel suo Paese natale: le Mauritius. 

Il simbolo di questa storia è la foto scattata proprio poco dopo la proclamazione che la ritrae con Sofia, Gina e un Joe che abbandonata la tuta indossa persino una giacca a testimonianza dell’evento storico per la famiglia. 

La storia di Alessandra potrebbe essere scritta da lei, potrebbe essere un romanzo. 

È lei la prima a volerne parlare con felicità “perché altre famiglie – spiega la giovane – possano essere attratte da questa esperienza oppure altre ragazze possano comprendere quanto è importante avere una madre e un padre accanto”. 

La memoria della neo dottoressa torna al 2012 quando dopo sette anni in un istituto arriva la svolta della vita. 

“Quando arrivai a Monreale dall’assistente sociale mi ritrovai davanti il volto di un uomo e una donna che stranamente mi sorridevano. Mi chiesi: ma perché mi guardano così? Chi sono? Da lì a poco scoprii che erano i miei nuovi genitori”. 

Un momento trepidante. Sono istanti che Alessandra ha ben in mente: un misto di felicità e paura; di gioia e titubanza; di sogni e spavento. 

“I primi giorni a casa erano molto premurosi con me. Mi avevano dato una stanza tutta mia. Erano particolarmente attenti. Sofia era più piccola di me e con lei ero un po’ timida ma non ho adottato alcuna strategia. Sono rimasta me stessa”. 

È la carta vincente di Alessandra. Si presenta così com’è: due grandi occhioni profondi, una capigliatura folta e riccia, un sorriso timido ma disarmante, un carattere dolce e le intemperanze di ogni adolescente. 

“Come tutti i ragazzi di quell’età – racconta Aiello – volevo fare ogni cosa al di fuori delle regole e chiaramente qualche difficoltà c’è stata come in ogni famiglia. Io e Sofia siamo presto diventate complici: se combinavamo qualche guaio ci coprivamo a vicenda. Lo siamo ancora oggi ma ora ci confidiamo anche molti segreti”. 

L’unico problema (se così si può chiamare) erano quei quadretti con le foto dei viaggi fatti quando lei ancora non c’era: “Guardandole provavo un po’ di tristezza…”. 

Un percorso di consapevolezza che non ha mai tradito la realtà. 

Joe e Gina scelgono di continuare i rapporti con la madre naturale e ad un certo punto sostengono persino Alessandra nel fare un viaggio alle Mauritius per andare a conoscere i parenti. 

“Non li ho mai chiamati mamma e papà ma con il loro nome ma davanti agli altri parlo di loro come se fossero i miei genitori perché in fondo lo sono. Mamma Mary Jane l’ho potuta sempre incontrare, la invitavano a Natale, in altri momenti importanti”. 

Uno dei passi decisivi di Alessandra è la scelta dell’Università. Dopo un percorso di studi alle superiori sostenuto da Joe e Gina, è arrivata la decisione: agraria. 

È l’inizio di una nuova avventura con la scoperta di un grande amore: la Cina. 

Alessandra si appassiona a questa cultura, la studia, inizia a scrivere e leggere nel nuovo idioma e poi parte per l’Oriente dove resta alcuni mesi facendosi contagiare dal “mal di Cina”. 

Ma a proposito di amore, c’è anche Fulvio: “L’avevo presentato a Joe e Gina come un amico ma loro hanno capito presto e mi hanno accompagnata anche in questa storia d’amore”. 

Le sorprese non sono finite perché la coppia monrealese, già nota per il suo impegno nell’associazione “Il Quartiere” di Sarina Ingrassia, sceglie di allargare la famiglia con una nuova ragazza affidataria: “Ero felicissima quando me l’hanno detto perché è stata la conferma che l’esperienza con me è andata bene”. 

È Ale a tenere a battesimo Rosy: “Mi sono rivista in lei quando è arrivata a casa e ho cercato di metterla a suo agio”. 

L’ultima tappa la laurea ma nel cassetto di Alessandra ora ci sono ancora tanti sogni da realizzare: lavorare nell’ambito agroalimentare tenendo i rapporti tra Italia e Cina e poi una famiglia con dei figli in affido. 

“A 18 anni – spiega la giovane – potevo andarmene da qui ma è stato naturale restare. Joe, Gina, Sofia, Rosy fanno parte della mia vita ormai come la mia mamma naturale. Se guardo al passato, se penso all’istituto, alle altre ragazze incontrate là, mi sento una privilegiata. Non tutte hanno fatto una bella fine, non tutte hanno avuto una famiglia com’è capitato a me. Potevo anch’io come alcune di loro avere una vita triste. E invece….”. 

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