Qualche settimana fa avevamo intrapreso un meraviglioso viaggio nel mondo delle api e del miele con Giovanni Spataro, titolare dell’omonima azienda monrealese che produce e vende prodotti bio: miele, pappa reale, cera vergine, polline. Avevamo parlato con lui dell’affascinante organizzazione degli operosi insetti, dei loro alveari, della gerarchia e dei compiti ben definiti assegnati ad ognuno. Abbiamo poi approfondito i benefici dei prodotti delle api e le loro proprietà naturali oltre a dare uno sguardo alle differenti tipologie di miele che producono.
Adesso, Giovanni Spataro ce l’aveva già anticipato, è il momento della smielatura, l’estrazione del miele dai favi e la successiva preparazione. Ecco cosa ci svela lo stesso Spataro: “ Come vi ho raccontato qualche tempo fa, dopo aver prelevato i melari dal nostro apiario, abbiamo finalmente iniziato le varie fasi di lavorazione del miele. Queste consistono in: estrazione (o smielatura), filtrazione, decantazione e confezionamento. L’estrazione avviene per mezzo di uno smielatore centrifugo, manuale o elettrico, che deve essere in acciaio inossidabile (INOX). La filtrazione è la seconda fase, quella che serve ad eliminare le impurità presenti nel miele come parti d’ape, frammenti di cera e corpi estranei.
Il miele raccolto nello smielatore durante la centrifugazione passa poi dal rubinetto attraverso un filtro meccanico che viene collocato al di sopra di un contenitore apposito, anch’esso di acciaio inossidabile. Questo materiale infatti garantisce l’igienicità, è facilmente lavabile, resistente alla corrosione e privo di alcun odore o sapore che possa contaminare il prodotto con cui entra in contatto.
In questi contenitori il miele viene lasciato a decantare per circa venti giorni.
Mantenere il miele “a riposo” permette di separare sia le particelle estranee sfuggite alla filtrazione che si depositano sul fondo del contenitore o emergono in superficie, sia le bollicine d’aria che si sono formate durante la centrifugazione che formano una schiuma in superficie. Per eliminare la schiuma basterà poi rimuovere la parte di miele più in superficie. Fatto questo, si può passare all’ultima fase, quella del confezionamento. A dirla tutta questa fase inizia molto prima, con l’acquisto dei barattoli e la loro sterilizzazione. Anche in questo caso vi é un materiale più adatto di altri: il vetro, il cui vantaggio é quello di carattere igienico-sanitario e di conservazione del prodotto. Inoltre i barattoli in vetro possono essere sottoposti a sterilizzazione.
L’invasettamento può avvenire in modo manuale o con l’utilizzo di una macchina dosatrice. Il passaggio finale del confezionamento é l’etichettatura che deve rispettare certi parametri definiti da normative di riferimento. L’importante per chi produce miele é ridurre quanto più possibile le operazioni tecnologiche e le manipolazioni del miele per evitare di alterare le sue preziose qualità che lo rendono nutriente e naturale. E adesso, buon miele a tutti”.
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