MONREALE – Anche quest’anno, a cura dell’Associazione “Liberi di Lavorare”, presieduta da Biagio Cigno, si è tenuta la commemorazione in forma raccolta ma non meno commovente del ricordo dei due giovani Antonella e Giovanni Pinocchio a Piazza Inghilleri, alle ore 10, ove nel 2005 l’amministrazione di allora pose una scultura che ne ricorda la memoria.
Esattamente quarantuno anni fa, alle ore 21 un aereo dell’Itavia nel suo tragitto da Bologna a Palermo, in prossimità dell’atterraggio, sopra lo spazio aereo dell’isola di Ustica, veniva abbattuto da un missile partito da una delle due portaerei che stazionavano nel mediterraneo, una francese e l’altra americana, la Clemenceau e la Saragozza, causando la morte di 81 persone (77 passeggeri + 4 dell’equipaggio).
Il vero obiettivo era l’aereo su cui viaggiava il dittatore libico Gheddafi, che si trovava sulla stessa rotta del Dc 9 dell’Itavia.
Ci sono voluti più di ben quarant’anni per appurare questa cruda verità. All’inizio si cercò di depistare la vera causa della tragedia, adducendo a varie e fantomatiche spiegazioni sempre smentite: cedimento strutturale, bomba in cabina per un atto terroristico, abbattimento da parte di aereo non identificato in scenario di guerra aerea, tesi quest’ultima sostenuta dal governo italiano, e varie altre.
Anche il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, detto il picconatore, raccontò di aver saputo da generali che il nostro aereo venne abbattuto da un aereo francese decollato dalla portaerei Clemenceau mentre all’epoca della tragedia, era Presidente del Consiglio, fu omertoso.
La Compagnia aerea Itavia qualche mese dopo venne sciolta per fallimento. Scomparvero registro con le registrazioni radar, documenti distrutti, testimoni giurarono il falso negando anche l’evidenza, altri testimoni inspiegabilmente nei mesi successivi si suicidarono in circostanze misteriose.
Il giudice Priore che condusse l’inchiesta si avvicinò moltissimo alla verità ed a tutt’oggi, dopo vari decenni, vari aspetti della vicenda non sono stati chiariti in maniera soddisfacente. Vari vertici militari italiani sono stati assolti dall’accusa di alto tradimento ed il risarcimento alle vittime, pur se riconosciuto con grande ritardo, non è stato ancora definitivamente concluso.
Monreale fu colpita da questa tragedia con la perdita di due giovanissimi, Antonella e Giovanni Pinocchio, figli del nostro concittadino Salvatore Pinocchio, funzionario comunale, che si erano recati a Bologna per visitare la madre gravemente ammalata, e con la cerimonia di questa mattina si è voluto ricordare il loro sacrificio, ponendo un mazzo di fiori dinanzi alla lapide che ne ricorda l’avvenimento.
Quest’anno era assenti il padre Giuseppe, deceduto un mese fa, ed il fratello Francesco scampato per miracolo all’attentato e che si trova bloccato a Roma per gravi motivi familiari.
Erano presenti alla cerimonia odierna gli esponenti della società civile monrealese: Biagio Cigno dell’Associazione Liberi di Lavorare, Salvo Versaci dell’Associazione culturale Venero, Luigi Mazzola presidente del Circolo AUSER di Monreale. Presenti alla cerimonia anche alcuni esponenti del Mosaico, assente invece l’amministrazione comunale.