Randagismo: “Situazione al collasso, soprattutto nelle frazioni e nelle campagne”

Il fenomeno del randagismo, che esiste solo nel meridione d'Italia, va affrontato con urgenza e per motivi di sicurezza sia per l'uomo sia per gli animali

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Riceviamo e pubblichiamo

         Ringrazio Filodiretto per il focus che periodicamente dedica al problema del randagismo, in un momento così delicato in cui ogni attività, ma anche il nostro pensiero, sembrano andare in sospensione o in  cortocircuito. 

         I recenti fatti di aggressione ed uccisione di pecore e altri animali di allevamento ribadiscono il fatto che di questa problematica il comune di Monreale si debba occupare senza più alcun  colpevole ritardo. Il fenomeno del randagismo, che esiste solo nel meridione d’Italia e che in alcuni casi assume proporzioni incontenibili, va affrontato con urgenza e per motivi di sicurezza sia per l’uomo sia per gli animali. 

 

Strage di capre e pecore tra Monreale ed Altofonte, attaccate da un branco di cani

 

       Questi fatti di cronaca insieme alla disattenzione al problema del randagismo convergono in un’unica direzione ed hanno lo stesso obiettivo. Occorre mettere in atto piani di prevenzione e di riduzione /contenimento del fenomeno attraverso un intervento straordinario di sterilizzazioni  degli animali vaganti magari attraverso progetti seri e l’utilizzo di fondi regionali e nazionali utili allo scopo. Vent’anni di ritardi sulla normativa nazionale e regionale sono sufficienti a sostenere la tesi dell’indifferenza, inerzia, incapacità di programmare di tutte le amministrazioni e nessuna volontà di operare ed investire strategicamente in questa direzione .

      Mi associo e sostengo le dichiarazioni dell’imprenditrice e ribadisco le motivazioni e le istanze del settore del volontariato che si occupa dei randagi. 

          Ribadisco la necessità che il Comune, con  personale formato e con il sostegno delle associazioni e dei volontari, metta in atto quanto è necessario per iniziare un percorso virtuoso e costante nella lotta al randagismo.

          Non si può scaricare sul singolo ciò che il pubblico dovrebbe garantire per legge.

            La situazione soprattutto nelle frazioni e nelle campagne è ormai al collasso, il lavoro costante dei volontari che si tassano e si autofinanziano per sostenere i costi del mantenimento, delle cure e degli interventi sugli animali e che provvedono direttamente alle sterilizzazioni, viene vanificato dalla presenza di cucciolate che compaiono all’improvviso, sia di cani di proprietà, sia di randagi che sfuggono al controllo. 

        Poiché la speranza ha ormai lasciato il posto al disincanto a alla sfiducia unisco la mia voce a quella dell’imprenditrice  affinchè  l’amministrazione risponda alle richieste di aiuto di numerosa parte della popolazione sensibile al problema e metta in atto quanto di sua competenza e secondo quanto prescritto dalle norme vigenti,  perché nasca un progetto serio a trazione pubblica che interpelli e faccia buon uso delle componenti private e del volontariato e che una volta per tutte inneschi un processo irreversibile di soluzione al problema.

                                                                                                 DANIELA CAMPANELLA

 

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