Giovanni Messina (U.I.L.): “Gli agenti di P. M. privati di una indennità istituita per legge”

“Il Comune deve contribuire solo per circa 6.000 euro annui corrispondenti al 10% dell’importo richiesto alla Regione Siciliana che eroga il restante 90%”

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“Il Comune di Monreale non ha deliberato nessun piano di miglioramento dei servizi dall’anno 2014 fino ad oggi privando gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale di una indennità istituita dalla legge dello Stato e cagionando loro un danno del quale hanno chiesto il risarcimento negli anni trascorsi”. 

Giovanni Messina – UIL

Giovanni Messina, dipendente del Corpo di Polizia Municipale di Monreale, è componente della RSU della U.I.L.. Nella nota inviataci, e che pubblichiamo integralmente, Messina entra nel merito del contenzioso che 20 agenti del Comando hanno aperto contro il comune per quello che, dichiara, è un diritto leso. Il sindacalista spiega non solo che l’indennità è dovuta ma che la stessa comporta una spesa minima per il comune, di circa 6.000 €, dato che il 90% dell’importo rimane a carico della regione siciliana.

       Egr. Direttore, Le scrivo questa lettera aperta con richiesta di pubblicazione integrale sul Suo quotidiano on line, al fine di chiarire alcune inesattezze che se non rettificate lederebbero l’immagine del Corpo di Polizia Municipale di Monreale e dei suoi appartenenti ed indirettamente l’immagine della Pubblica Amministrazione di cui la Polizia Municipale è parte integrante.

        La questione riportata nell’articolo riguarda una “indennità” dovuta agli operatori di Polizia Municipale per  funzioni da essi espletate (funzioni proprie di  qualsiasi organo di Polizia). Tale  indennità è analogamente prevista per gli appartenenti a tutti gli Organi di Polizia (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, ecc.).

        Non volendo tediare Lei ed i lettori riportando tutta la normativa a fondamento di tale “indennità”, necessita precisare che per la Regione Siciliana le norme statali ne hanno previsto l’erogazione secondo criteri stabiliti dal medesimo Ente, determinati con la legge regionale 17/1990 (art.13) e successive norme riguardanti esclusivamente le modalità di erogazione che non hanno snaturato/annullato l’obbligo imposto dalle norme statali. In sintesi e semplificando, tale indennità che per gli altri organi di Polizia è parte integrante dello “stipendio”, per la Polizia Municipale della Regione Sicilia è legata alla “partecipazione degli addetti ad un piano di miglioramento dei servizi” che doveva e deve essere  adottato dal Comune. 

Ebbene, il Comune di Monreale non ha deliberato nessun piano di miglioramento dei servizi dall’anno 2014 fino ad oggi privando gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale di una indennità istituita dalla  legge dello Stato e cagionando loro un danno del quale hanno chiesto il risarcimento negli anni trascorsi, in “Tempi non sospetti” e sicuramente fuori dal contesto pandemico attuale. L’obbligo per il Comune di deliberare detto Piano di Miglioramento dei servizi (decidendo in autonomia quali servizi potenziare e/o prediligere) nasce dall’obbligo di non potere “eliminare” l’indennità di che trattasi, determinando in tal caso una discriminazione a danno degli operatori di Polizia Municipale.

       Preme comunicare a Lei e ai cittadini di Monreale che tutti gli appartenenti al Corpo di P.M. hanno più volte dichiarato in varie riunioni con i vertici politici ed amministrativi di volere rinunciare a qualsiasi azione legale risarcitoria relativa ad anni trascorsi a condizione di ripristinare il piano di miglioramento dei servizi della P.M., anche per non rischiare di fare pagare ai contribuenti le indennità pregresse con interessi legali e spese di lite che risulterebbero sicuramente di molto superiori alle somme che il Comune dovrebbe prevedere in bilancio; infatti Il Comune deve contribuire alla “spesa” relativa al piano di miglioramento servizi solo per circa 6.000 euro annui corrispondenti al 10% dell’importo richiesto alla Regione Siciliana, la quale eroga il restante 90%.  Altresì, nonostante nel corso degli anni gli operatori di P.M. hanno reiterato ufficialmente la richiesta di mediazione tramite il legale che li assiste, non è stato ottenuto alcun riscontro dalle amministrazioni comunali succedutesi nel tempo.

In ultimo, la cifra richiesta con la causa attivata per il riconoscimento del diritto violato nei confronti di tutti gli operatori richiedenti è indeterminata e se il Comune (o chi ha comunicato i dati) ha calcolato la somma pari a più di 500.000 euro (che pagheremmo tutti i cittadini monrealesi) ci si chiede perché ancora l’Amministrazione Comunale non voglia rinunciare al contenzioso al costo di una somma così irrisoria dovuta per legge (circa 6.000 euro annui) che sicuramente non può determinare il “fallimento del Comune di Monreale”, calpestando i diritti di lavoratori che svolgono un lavoro difficoltoso, sempre e comunque in prima linea, pericoloso ed indispensabile per la collettività.

Giovanni Messina, Componente della Rappresentanza Sindacale Unitaria –U.I.L.-

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