Un viaggio attraverso le tele del maestro monrealese Franco Nocera

Franco Nocera è un mondo di emozioni che esprime nei colori cupi, nelle tonalità della terra, del nero pece della lava

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Abito a Monreale, una cittadina a pochi chilometri dal capoluogo Siciliano coeva all’edificazione del Duomo normanno, patrimonio Unesco. Sono certa di affermare che chi abbia trascorso un solo giorno in questa cittadina non possa non essere stato avvolto almeno per un attimo dalla bellezza che incanta. Sin da bambina, ho imparato a respirare l’arte come il profumo che ispira la vita. 

Chi ha trascorso un solo giorno a Monreale non può non essere stato avvolto almeno per un attimo dalla bellezza che incanta

Gli stucchi delle Chiese di scuola serpottiana, l’affresco sul soffitto della Chiesa dedicata a Sant’Antonio in via Roma, le tessere dei mosaici mi costringevano a tenere la testa a naso in sù, rapita da volute e sfondi poco nitidi. 

La Sicilia, pur essendo terra d’arte per eccellenza, non stima abbastanza i suoi geni artistici. Si potrebbe stilare un lungo elenco di illustri conterranei messi in un cantuccio della memoria da chi li ha conosciuti e perfettamente anonimi alle nuove generazioni. 

Questa lunga premessa mi è servita perché da tempo desideravo parlare di un artista Monrealese, vivente e conosciuto in tante parti del mondo. Avendo già avuto l’artista in questione l’onore di essere stato recensito e intervistato da importanti riviste e quotidiani locali e esteri non potrei da profana avere l’ardire di connotarlo in questo articolo come se io fossi un critico d’arte. Lo scopo dell’articolo lo scoprirete presto nel prosieguo della lettura.

In un lasso di tempo di sospensione come lo è il nostro, che ci limita e ci condiziona impedendo la fruizione libera di musei e gallerie d’arte, vorrei condurvi a passeggio per la mia Monreale per farvi conoscere l’arte del maestro Franco Nocera.

In un percorso immaginario, promuovo un viaggio che ci porterà a vivere un’esperienza che rimarrà nella nostra memoria sensoriale e eidetica. Mi auguro che possiamo essere numerosi. Non importa l’ora o il giorno, per questo viaggio necessita come bagaglio soltanto la voglia di scoprire e riconoscere il bello come specchio dell’anima. Siamo pronti! 

La Cattedrale dalla splendida facciata di pietra gialla è il punto da cui partiremo. In fila, stretti o sparpagliati, percorriamo una porzione della piazza Guglielmo II, dai piedi della Madonnina calpestando il basolato oltrepassiamo l’arco limitrofo alla Torre Fornace e con passo lento ci muoviamo all’interno del complesso monumentale di Guglielmo II, mattoni rossi, un perimetro regolare delimitato dalle alte mura dell’antico monastero benedettino, il cielo è un quadro dalla nobile cornice. Oltrepassiamo la fontana alla nostra destra con i “cannoli” in ottone realizzata da un antico sarcofago e giungiamo dentro il museo. Vi ho condotto in questo corridoio posto alla sinistra rispetto all’entrata e non in un altro ambiente del museo perché qui in queste scabre pareti soggiornano le opere del maestro monrealese Franco Nocera.

Tante volte ho accompagnato amici e familiari a mostre e manifestazioni dentro questo complesso monumentale e attraversando questo corridoio dal pavimento vitreo pochi si sono soffermati ad ammirare i numerosi quadri appesi, una donazione che consta di circa 100 opere pittoriche e grafiche che Franco Nocera generosamente ha affidato alla Città di Monreale.

Cosa trovare in queste tele?

Vi sento vociare e ognuno ha occhi diversi per leggere attraverso gli stessi colori.

Questa è la magia dell’arte, in una poesia, in un dipinto ogni uomo riesce a ritrovare se stesso

Questa è la magia dell’arte, in una poesia, in un dipinto ogni uomo riesce a ritrovare se stesso, l’azione catartica passa attraverso il rispecchiamento e quando questo avviene ritroviamo l’essenza dell’artista. Davanti alle tele del professore Nocera comincia un dialogo tra gli occhi e la sua parte più intima e nascosta, quella che in opposizione alla sua rigidezza e compostezza esteriore deraglia e grida sgargiante. Con le sue grandi mani plasma la materia vivente con la volontà di domarla nelle sue recalcitranti forme. L’artista è attratto dalle pulsioni, si lascia catturare dalle passioni dell’anima ma nelle pennellate estrinseca un desiderio di purezza, di catarsi che trascende la gabbia della corporeità nella ricerca dell’essenza. 

 

Franco Nocera è un mondo di emozioni

Franco Nocera è un mondo di emozioni che esprime nei colori cupi, nelle tonalità della terra, del nero pece della lava, del rosso del sangue e del martirio dell’anima. Le sue esperienze con artisti dell’America Latina, con le scuole di Venezia e le sue radici si mescolano in un connubio mai perfetto e concluso che è sofferenza, patos, passione, ogni colore incarna l’esistente nel percorso della vita. 

La donna è il soggetto più rappresentato nelle sue tele. La donna è metafora di vita, le sue esperienze amorose vivono ma vengono sublimate da un anelito di purificazione che si fa riflessione escatologica. La donna, pur se la stessa viene raffigurata in maniera nuova in ogni tela, come impone la crescita che da materiale si fa, con la maturità, spirituale. L’amore è il tema pregnante di ogni sua produzione pur se accompagnato da malinconia, speranza, disperazione.

Essenziale il suo linguaggio pittorico, scarno, acre, divergente. Parla di cieli attraverso il passaggio obbligato del rosso e del nero, lotta titanica di purificazione. Il colore affiora, è denso come se fosse desiderio traboccante, la luce è un gioco tra chiaro e ombre, come a raffigurare l’incertezza continua tra buio e luce dell’animo umano. Franco Nocera aspira ad una pax che lo rassereni ma che è ancora lontana. Le figure non hanno tratti precisi, ognuno di noi potrebbe rileggere la storia scritta dal maestro Nocera divenendo protagonista della tela. Il mistero della vita, la passione e la ricerca interiore i temi che sono il fil rouge della sua produzione artistica. 

Davanti a una sua tela ho scritto questi versi

 

Capelli

Biondo grano

Bruni d’autunno

Castagneti i tuoi occhi

Cieli limpidi.

Serrate labbra

Incisivi scoperti

Flebile sorriso.

Nuda nella tua anima

Nuda nei fianchi larghi

Nuda nei seni sodi

 Rifugio e cavità

Profonda malinconica presenza.

Sulla tela fitta di intrecci

Sfibrata e ingiallita.

per sempre eternamente

Ti amerò 

Rimarrai colore

Macchia smarginata

Sapore di labbra

Dischiuse nel buio 

Di una stanza della memoria.

Vi lascio dinanzi alla bellezza con l’augurio di avere aperto uno squarcio dal quale fare penetrare la curiositas. Franco Nocera è tanto altro, lascio a voi la libertà di intraprendere nuovi viaggi tra le sue ceramiche e le vetrate sacre. 

“…Così ogni mostra e ogni quadro di Nocera, verissimo pittore, crediamo che rappresenti l’occasione per vedere e per capire cos’è la pittura, l’arte, questa nobile, necessaria attività dell’uomo che le acque velenose e tempestose del nostro tempo tremendamente minacciano. Vincenzo Consolo”.

Promuovere la diffusione della bellezza e degli artisti che meritano la nostra vicinanza è un dovere dei contemporanei. La scuola, le associazioni, le pubbliche amministrazioni dedichino un percorso progettuale che avvicini i giovani e i bambini agli artisti contemporanei. Gli studenti che sul cartaceo immaginano la densità di colori e di forme dovrebbero fruire dei laboratori e delle botteghe che emanano il fascino magico della mente dell’artista che attraverso le mani realizza l’incanto della bellezza. Il viaggio virtuale si conclude qui…ora vorrei sporcarmi di giallo e nero, di carminio e porpora per soggiornare sulla tela di Franco Nocera, un artista e un uomo pieno di sublime genio.

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