PALERMO – Non si sono aperte le porte del carcere per Francesco Pampa e Massimiliano Vicari. Il Tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta di scarcerazione presentata dai legali dei due imprenditori. I giudici hanno ritenuto che fosse ancora necessaria la misura cautelare in carcere disposta per i due indagati.
Francesco Pampa, imprenditore monrealese noto nell’industria della moda, è ritenuto dagli investigatori responsabile dei reati di violenza sessuale nei confronti di minorenne, prostituzione minorile, induzione e favoreggiamento della prostituzione di maggiorenne. Massimiliano Vicari, imprenditore palermitano, è ritenuto responsabile dei reati di prostituzione minorile ed induzione e favoreggiamento della prostituzione di maggiorenne.
L’inchiesta ha portato agli arresti domiciliari anche Filippo Giardi, monrealese, indagato del reato di prostituzione minorile, per aver intrattenuto rapporti sessuali con una ragazza non ancora diciottenne in cambio di denaro. Anche per lui il Tribunale del Riesame alcuni giorni fa aveva rigettato la richiesta di revoca della misura cautelare. Giardi rimane agli arresti domiciliari.
L’inchiesta era scattata nell’estate del 2019, dopo che la madre di una ragazza aveva riferito alla polizia i drammatici racconti di cui sarebbe stata protagonista la figlia, assieme a Pampa e Vicari.
Finora sono 5 le ragazze ad avere testimoniato conigli investigatori, ma dalle loro dichiarazioni il giro delle ragazze sfruttate potrebbe essere ben più grande. Così come potrebbe allargarsi il giro dei soggetti che avrebbero ricevuto le prestazioni sessuali delle ragazze dietro pagamento.
Francesco Pampa e Massimiliano Vicari al momento rimarranno ospiti al carcere Pagliarelli. I legali annunciano ricorso in Cassazione.
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