A San Martino cuccioli in strada cercano cibo tra i rifiuti

Randagismo: la priorità ai piani di controllo delle nascite. Le Regioni devono destinare una quota non inferiore al 60% delle risorse alle sterilizzazioni

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MONREALE – Sbucano come funghi in mezzo al bosco. I cani randagi continuano a riprodursi, così come continuano gli abbandoni nel territorio di Monreale che si aggiungono alla popolazione vagante. Molte femmine gravide partoriscono ed i cuccioli che non muoiono di stenti, diventando adulti, rappresentano un ulteriore serbatoio di randagi. Nella frazione di San Martino delle Scale questa mattina l’ennesima segnalazione di un passante che fa appello di salvare tre cuccioli per strada che cercano cibo nei sacchetti dei rifiuti.

La settimana scorsa, sempre nella frazione montana, un altro cane di circa tre mesi è stato salvato dai volontari dai pericoli della strada. Un mese fa, un’altra cagna ha dato alla luce in una piccola fessura in mezzo alla montagna dieci cuccioli, recuperati anche questi da alcuni volontari.

Il fondo per la tutela del benessere e per la lotta all’abbandono degli animali da compagnia

Lo Stato ha istituito con la legge 14 agosto 1991 n. 281, un fondo per la tutela del benessere e per la lotta all’abbandono degli animali da compagnia. Le disponibilità del fondo vengono ripartite dal Ministro, con proprio decreto, annualmente tra le Regioni che devono individuare, nell’ambito della programmazione regionale, le priorità di intervento elaborando il piano operativo di prevenzione del randagismo. Nella programmazione devono dare, come previsto dalla legge finanziaria 2007, priorità ai piani di controllo delle nascite destinando una quota non inferiore al 60% delle risorse alle sterilizzazioni, dove necessario, ovvero ad altre iniziative intese a prevenire il fenomeno del randagismo.

Randagismo dati 2020

Le Regioni poi inviano al ministero della salute una relazione annuale sull’attività svolta in materia di randagismo. Ai fini della ripartizione del fondo per la lotta al randagismo le Regioni trasmettono ogni anno al Ministero della salute il numero di ingressi dei cani nei canili (cioè il numero di cani vaganti catturati sul territorio), numero dei cani dati in adozione e numero di gatti sterilizzati nell’anno dal Servizio Sanitario Nazionale. Secondo la tabella pubblicata dal Ministero della Salute, che riporta i dati relativi all’anno 2020: la Sicilia non ha comunicato i propri.

Monreale

Intanto, Monreale continua  a essere sprovvista di qualsiasi struttura per ricoverare o accogliere gli animali. A novembre è avvenuto l’ennesimo sopralluogo, negli ultimi anni sono diversi gli immobile ispezionati, per l’individuazione di un luogo adatto alla realizzazione, ma si attende di sapere l’esito della predisposizione del progetto. Questa volta, l‘immobile visitato si trova in contrada Cerasa. In quell’occasione il componente della Commissione Speciale di inchiesta sul fenomeno del Randagismo in Sicilia all’Ars, Mario Caputo aveva spiegato che serviva “un’interlocuzione di carattere amministrativo con il Comune di Monreale per la predisposizione del progetto che potrebbe essere finanziato dal Governo regionale”.

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