Le Associazioni monrealesi ai tempi della pandemia – L’Auser di Monreale

Nel 2020 avevamo in programma un calendario ricco di eventi non soltanto ricreativi, ma anche culturali e riguardanti l’ambito medico e della salute

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MONREALE – È arrivato il tanto atteso 2021 e, come si è soliti fare gli ultimi giorni dell’anno vecchio o i primi dell’anno nuovo, è tempo di bilanci. Abbiamo attraversato tutti un anno difficile, forse uno tra i più difficili dal dopoguerra e chi più, chi meno, abbiamo tutti risentito delle restrizioni imposteci e delle privazioni di cose che prima ci apparivano “normali” o quasi scontate. Ci sono però alcune categorie di persone che forse più di altre hanno sofferto delle rinunce che, volenti o nolenti, abbiamo sopportato: le persone già avanti con l’età, vedove, single o semplicemente sole. Che godevano, prima della pandemia,  di un forte supporto pratico e psicologico da parte di associazioni di volontariato e di promozione sociale. Abbiamo parlato con gli esponenti di una delle Associazioni più grandi del territorio Monrealese, il Circolo Auser, i cui soci trovano in essa, gratuitamente ed ognuno in base alle proprie capacità, inclinazioni e professionalità, un luogo di incontro, di socializzazione, di impegno ed accrescimento culturale. O per lo meno trovavano.

Già dalla fine del mese di febbraio dello scorso anno abbiamo dovuto sospendere ogni nostra attività – dichiara Biagio Cigno, addetto alle pubbliche relazioni dell’Auser -. Sia nel rispetto delle restrizioni dettate dal Governo centrale che nel rispetto del nostro protocollo interno. Poi, nel corso dell’anno, quando siamo passati alle fasi successive al lock down e si allentavano un po’ le restrizioni, provavamo ad organizzare qualcosa ma gli eventi e i decreti che si susseguivano ci bloccavano ogni volta”.

L’Auser a Monreale, contando circa 250 iscritti, rappresenta un punto di riferimento importante per le tante persone che trovano in essa un senso di appartenenza sociale e un importante centro di aggregazione.

Nel 2020 avevamo in programma un calendario ricco di eventi non soltanto ricreativi, ma anche culturali e riguardanti l’ambito medico e della salute – aggiunge Luigi Mazzola, Presidente dell’Associazione –. Avevamo infatti programmato una conferenza dedicata alle malattie cardiologiche che avrebbe coinvolto anche medici e professionisti sanitari. Relatore avrebbe dovuto essere il primario del reparto di cardiologia dell’ospedale Ingrassia. Negli anni precedenti avevamo già realizzato eventi simili sui temi della salute con esperti esterni che hanno intrattenuto i soci su svariati argomenti: psicologia, diabete, cardiologia o posturologia. Con un pubblico anche abbastanza vasto.”

Tutto congelato dunque, o per lo meno rimandato a tempi migliori, come anche gli eventi che l’Associazione organizza con cadenza annuale legati a delle date ben precise. “Ogni anno, ad esempio, il 25 aprile ci occupiamo della pulizia del monumento dedicato al nostro cittadino Biagio Giordano, di organizzare la manifestazione e il corteo, di assicurarci della presenza della banda, di preparare le ghirlande e gli inviti alle autorità istituzionali – continua Biagio Cigno -. Quest’anno essendo in pieno lock down non è stato possibile realizzare neanche questo. Il 25 aprile eravamo presenti solo io e il Sindaco, giusto per onorare la ricorrenza”.

Una grave mancanza dunque per i tanti soci dell’associazione che soffrono moltissimo la mancanza degli eventi conviviali, dei loro appuntamenti settimanali o periodici come il corso di ballo, la cena del sabato sera o l’intrattenimento dei corsi di ricamo e cucito o ancora per il corso di posturologia o la presentazione di libri con autori ed editori.

“Ogni anno a cura dei soci viene presentata e recitata una commedia della tradizione siciliana – aggiunge Mazzola -. Altro impegno annuale è la celebrazione della Festa dei nonni che organizziamo con l’UNICEF, il CESVOP, l’Associazione Trinacria Bedda e le scuole del territorio. O ancora organizziamo la pulizia dei giardini delle strutture scolastiche, come quella di Aquino, dove abbiamo anche inaugurato negli scorsi anni un orto didattico con attività quotidiane per i bambini. Era anche in programma un corso di ceramica: avevamo già trovato le attrezzature necessarie e docenti specializzati ma abbiamo dovuto bloccare tutto”.

E dove in altri ambiti si sopperisce (o si tenta di sopperire) alle mancanze fisiche con riunioni virtuali attraverso l’uso di piattaforme online, nel mondo dell’associazionismo diventa molto difficile se non impossibile. “Non possiamo fare assolutamente nulla, né in presenza per evitare assembramenti e tutelare la salute delle persone anziane, più delicate in caso di eventuali contagi, e neanche da remoto. La maggior parte dei nostri soci infatti ha difficoltà nell’uso della tecnologia”.

 

Un quadro abbastanza critico insomma, per tante persone che soffrono di solitudine e che necessitano di socialità e di incontri sociali continuativi.

“Si creano delle belle amicizie tra i nostri soci – conclude Biagio Cigno – e, non vi nascondo, a volte anche qualche storia d’amore tra vedovi o tra persone sole. Storie commoventi che toccano il cuore. Speriamo solo di poter tornare il più presto possibile ad organizzare tutto ciò e a godere dei rapporti umani, della socialità e dell’appartenenza a una comunità che è di certo una delle nostre ricchezze più grandi”.

 

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