Vaccino, una petizione per dare priorità alle persone con disabilità psichica ed intellettiva

Il garante dei disabili di Monreale tra i vaccinati, Porrovecchio firma la petizione e condivide l’iniziativa

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PALERMO –  Proseguono le vaccinazioni, ieri in Sicilia somministrate 4691 dosi di farmaco  su altrettanti cittadini rientranti nel target previsto dal piano nazionale. Dall’inzio della campagna vaccinale anticovid, sono oltre 11mila in Sicilia le persone che hanno già ricevuto il vaccino. Tra gli operatori sanitari che hanno ricevuto il vaccino Salvatore Porrovecchio, Garante dei disabili di Monreale e Coordinatore dell’Ambulatorio Gravi Disabili al Policlinico Paolo Giaccone di Palermo.

È stato scelto di salvaguardare tutti coloro che a vario titolo si troveranno a dover aiutare gli altri. Porrovecchio, aveva dato la sua disponibilità, ieri gli è stato somministrato il vaccino COMIRNATY della Pfizer e il 24 gennaio farà il richiamo, nell’ospedale del capoluogo siciliano.

“Come medico lo ritengo doveroso verso i miei pazienti,  perché le persone disabili non collaboranti non mettono la mascherina”, spiega Porrovecchio. “In quanto personale sanitario appena mi è stata data la possibilità mi sono sottoposto alla vaccinazione anti covid19. Il mio SI è stato immediato. Ad oggi questa è l’unica strada logica e scientifica da seguire per un ritorno alla normalità. L’unico effetto allo stato attuale è una lieve dolenzia al muscolo deltoide la sede della puntura sul braccio) e null’altro. Prima di fare il vaccino viene compilata una scheda anamnestica e poi si compila insieme al medico vaccinatore il modulo di consenso. Come Garante dei disabili del Comune di Monreale sto condividendo e portando avanti una petizione affinché tutte le persone con disabilità psichiche ed intellettive e con disturbi del neurosviluppo siano vaccinate contro il Covid-19, in condizioni di priorità, analogamente a quanto già previsto per altre categorie di cittadini, a garanzia della salute dell’individuo, dei suoi caregivers e della comunità”.

In Italia ci sono circa 600 mila disabili gravi “giovani e adulti”. Una grande parte di loro non sono ricoverati in strutture assistenziali, residenziali o semiresidenziali. Circa la metà di questi sono “figli”, ovvero vivono con uno o entrambi i genitori. Oltre il 50% di loro non usufruisce di aiuti dai servizi pubblici, né si affida a quelli a pagamento, né può contare sull’aiuto di familiari non conviventi: l’assistenza grava quindi completamente a carico dei familiari conviventi.

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