MONREALE – “Ancora l’ASP non pone fine alla nostra attesa. E intanto mia moglie ritarda l’inizio della chemioterapia. Mi rivolgerò alla Procura”. Rabbia, delusione, sconforto. Sono questi i sentimenti che esprime al telefono il marito della donna monrealese, di cui ci eravamo occupati domenica scorsa. La donna è affetta da un tumore, eppure è impossibilitata a cominciare la chemioterapia.
Martedì scorso, il 17 novembre, giunta al Policlinico per prenotare la prima seduta, la donna, 53 anni, era stata sottoposta al tampone rapido. L’esito era stato positivo. Da allora era rimasta in attesa di sottoporsi al tampone molecolare, nella speranza che risultasse negativo, così da potere cominciare la terapia antitumorale. Ma la visita dei sanitari dell’ASP tardava ad arrivare.
A quel punto il marito si era rivolto alla nostra redazione per lanciare un appello: “Mia moglie non presenta più da diversi giorni i sintomi da covid – spiegava -. Confidavamo nell’esito negativo del tampone molecolare, che però ancora non le viene fatto, nonostante anche il medico curante di mia moglie si sia attivato con l’ASP”.
Il marito assieme alla figlia era risultato negativo al tampone.
Prima del nostro articolo, pubblicato domenica scorsa, c’erano già state le segnalazioni all’ASP da parte del medico curante e del referente della rete civica che tiene contatti diretti con gli uffici dell’Azienda Sanitaria, la dott.ssa Valentina Alotta. Appresa la notizia su queste colonne, anche il presidente del consiglio comunale, Marco Intravaia, si era attivato. Finalmente lunedì i sanitari dell’ASP si erano presentati all’abitazione della donna e le avevano somministrato il tampone molecolare. L’esito sarebbe dovuto arrivare entro un paio di giorni. Così era stato promesso alla famiglia, che nutriva la speranza di venire fuori da una situazione paradossale. Ma ad oggi, invece, l’esito non è arrivato. La signora ancora attende, tra lo sconforto della famiglia, la delusione, ma anche tanta rabbia.
Questa mattina anche il referente civico del comune ha inoltrato un ulteriore sollecito all’ASP.
Al dramma della donna in attesa di cominciare la chemioterapia si aggiunge la difficoltà del marito di andare a lavorare. “Tutti noi dobbiamo rimanere in isolamento – spiega -, io non posso andare a lavorare. Sto rischiando l’impiego. Devo giustificare in amministrazione la mia assenza, ma mi viene richiesto un certificato che non riesco ad ottenere dall’ASP. Non possiamo più attendere, presenteremo denuncia in Procura”.
Aggiornamento del 28 novembre 2020: Nel corso di questa mattina la signora ha ricevuto l’esito del tampone dall’ASP. Il risultato è positivo. La donna dovrà attendere ancora di negativizzarsi per potere cominciare la terapia
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