Monreale, non può fare la chemioterapia, attende da giorni l’ASP per il tampone molecolare

Una donna monrealese, malata di tumore, bloccata in casa: "Potrebbe essere negativa al covid e cominciare la chemioterapia"

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MONREALE“Mia moglie attende da martedì di essere contattata dall’ASP per sottoporsi al tampone molecolare. In attesa non può cominciare la chemioterapia”.

È questa la storia di una signora monrealese, 53 anni, che ha da poco scoperto di avere un tumore, ma che non può sottoporsi alla prima seduta di terapia necessaria per combatterlo.

La donna negli ultimi mesi aveva svolto una serie di accertamenti, in seguito a dei malesseri accusati. Dagli esami diagnostici era emerso che aveva contratto un cancro. “È emersa la presenza di metastasi, avremmo dovuto cominciare subito la chemioterapia”.

Martedì scorso, giorno 17, la signora monrealese si era recata con il marito presso il reparto di oncologia del Policlinico per fissare la prima seduta di chemioterapia alla quale avrebbe dovuto sottoporsi.

È il marito a raccontare i fatti: “Al reparto, come da prassi, mia moglie si è sottoposta al tampone rapido per verificare l’eventuale contagio da covid19. Il test ha dato esito positivo. A quel punto il medico ci ha spiegato che mia moglie si sarebbe dovuta sottoporre al tampone molecolare. Solamente se fosse risultato negativo avrebbe potuto cominciare la terapia contro il tumore”.

Da allora la donna attende di essere convocata dall’ASP per sottoporsi al tampone molecolare. “Fino ad oggi la telefonata non è arrivata. Sono già passati cinque giorni, e per mia moglie sono importanti”.

Il marito spiega che la donna non presenta più i sintomi da covid19: “Non ha più la febbre, ha riacquistato il senso del gusto. Forse si è già negativizzata e quindi potrebbe cominciare la chemioterapia. Ed invece è costretta ad attendere una telefonata che ancora non arriva”.

Da martedì scorso tutta la famiglia si è chiusa in casa.

“Abbiamo contattato l’ASP per email, abbiamo provato a chiamarli al telefono ma non risponde nessuno. Anche il nostro medico curante si è attivato con l’ASP, ma non ha avuto alcuna risposta”.

“Siamo arrabbiati, ma soprattutto preoccupati perché potremmo cominciare a combattere la nostra battaglia contro il tumore, ed invece non possiamo attivarci”.

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