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A Palermo da lunedì scuole dell’obbligo chiuse, a deciderlo il sindaco

Orlando: “Ho deciso a malincuore di disporre a partire da lunedì prossimo la chiusura di tutte le scuole dell'obbligo della città”

Ad anticiparlo oggi stesso il sindaco Orlando. Anticipazione che si è formalizzata soltanto qualche ora fa poiché visto l’aumento dei contagi in città e nella regione e lo stato di incertezza circa la situazione delle strutture ospedaliere, al fine di limitare gli spostamenti, il Sindaco ha deciso la chiusura, a partire da lunedì 16 novembre, delle scuole dell’obbligo della città. Il provvedimento temporaneo sarà rivisto in base all’andamento dell’epidemia nella prossima settimana e al peso ricadente sugli ospedali della città e della provincia.

Preso atto del mancato invio di notizie circa lo stato delle strutture ospedaliere in città – aggiunge Orlando – e della tenuta del sistema sanitario complessivamente a livello regionale con possibile ricaduta gravissima sulle condizioni di sicurezza dei cittadini, e preso atto del considerevole aumento dei contagi in tutta la Regione oltre che nella città e nell’area metropolitana di Palermo, ho deciso a malincuore di disporre a partire da lunedì prossimo la chiusura di tutte le scuole dell’obbligo della città”.

Lo annuncio già oggi – continua – perché le famiglie, i dirigenti scolastici e gli insegnanti possano prepararsi per tempo e non trovarsi di fronte ad un provvedimento dell’ultimo minuto. E’ una decisione presa con sofferenza perché sono conscio che la didattica a distanza per quanto possa essere svolta con professionalità e passione, non può garantire quel rapporto umano fra docenti e studenti e quel rapporto di socialità fra i giovani che sono parte integrante del processo di apprendimento. Ma proprio perché siamo di fronte ad una emergenza sanitaria, devo assumermi la responsabilità di questo provvedimento, che mira a ridurre gli spostamenti in città e a limitare quindi il rischio che i contagi continuino a salire portando ulteriore appesantimento per il sistema sanitario e sui medici già allo stremo. Proprio per questo ho deciso di non chiudere le scuole dell’infanzia comunali, che sono basate sul sistema della territorialità e perché l’incidenza dei contagi in queste strutture è del 0,15% degli alunni, meno di metà che nelle primarie e circa un quinto delle medie”.

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