Coronavirus, come difendersi dal contagio a casa e in ufficio

Tre studi condotti da Nature affermano che se il 95% della popolazione indossasse la mascherina i decessi potrebbero calare a 381mila

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Una lettera di Scienziate per la Società pubblicata oggi dal Corriere della Sera ha riepilogato i risultati di tre studi che sono stati pubblicati su Nature che fanno il punto sui dispositivi di protezione individuale e sui comportamenti che possono aiutarci a non essere positivi al coronavirus.

Il primo studio illustrato è quello pubblicato il 24 ottobre scorso su Nature Medicini che mostra quanto è importante l’utilizzo della mascherina poiché contiene la diffusione e la gravità dell’infezione. Inoltre, è ottima poiché riduce tutte le infezioni dovute ai virus respiratori e se viene indossata correttamente può evitare 130mila morti negli Usa da qui a febbraio 2021.

A realizzarlo sono stati i ricercatori dell’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington. Lo studio si basa su alcune proiezioni statistiche che tengono conto di diversi scenari di utilizzo della mascherina. Il periodo di tempo preso in analisi dall’esperimento, va da settembre 2020 a febbraio 2021 e analizza i decessi che potrebbero avvenire in questo lasso temporale. Il primo scenario riguarda l’attuale stato delle misure restrittive utilizzate negli stati americani, solo oltre un milione di morti solo negli Stati Uniti. Si può verificare anche che molti tra gli stati americani stanno “allentando” le misure restrittive e questo può essere un serio problema.

Invece, nel caso in cui vengano reintrodotte delle restrizioni sociali, come il lockdown per almeno un mese una volta arrivati a una certa soglia di decessi, i morti potrebbero ridursi a 511mila, sempre considerando lo stesso periodo di tempo (settembre 2020 – febbraio 2021)

In basso potrete vedere un esperimento realizzato da Slow Motion Sneeze che mostra proprio come la mascherina riduce il rischio di contagio.

Il dato più importante però è quello dell’incidenza che potrebbe avere l’utilizzo della mascherina. Infatti, se il 95% della popolazione la indossasse i morti potrebbero calare fino a 381mila. Con l’utilizzo massivo della mascherina, esisterebbe una variazione di decessi di circa 130mila unità. Lo studio sull’importanza dell’utilizzo della mascherina nasce dalla constatazione che negli Stati Uniti, lo scorso 21 settembre, solo il 49% indossa la mascherina.

Il secondo studio invece, è quello pubblicato il 21 ottobre scorso dal Center for Disease Control and Prevention, che spiega che il rischio più elevato di contrarre l’infezione si ha quando si consumano i pasti. Secondo lo studio, il rischio è più diffuso poiché per mangiare e bere si è costretti a togliere la mascherina, ma quando si mangia tutti insieme e ci si avvicina e si parla ad alta voce si rischia ulteriormente il contagio. Sempre secondo lo studio il rischio di infezione aumenterebbe quando si fa sport, feste private in eventi religiosi per esempio matrimoni e funerali.

Dallo studio invece, non è emerso un maggiore rischio di trasmissione del virus sui mezzi pubblici, dove le persone indossano sempre la mascherina e normalmente non conversano a voce alta. Queste analisi rafforzano le evidenze, riportate negli studi precedenti, che distanziamento e uso della mascherina sono associati a una ridotta carica virale e a una malattia meno aggressiva anche in caso di infezione.

Il terzo studio rivela invece, che un altro ambiente a rischio è la famiglia. Si tratta di una ricerca coreana ripresa su Science il 23 ottobre scorso e dimostra che le probabilità di ammalarsi sono sei volte maggiori se si ha un familiare positivo.

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