Musumeci: “Siamo in guerra, dobbiamo rinunciare a qualcosa, ma guardiamo al futuro con speranza”

“Restiamo uniti, non siamo in emergenza, ma non possiamo stare tranquilli”

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“Coniugare il diritto alla tutela dei siciliani ed evitare di creare danno all’economia della Sicilia”. Il governatore Musumeci, in un messaggio video, ha spiegato il senso della nuova ordinanza che impone una serie di restrizioni a tutti i residenti e domiciliati nell’isola.

“Dire che siamo in una condizione di particolare emergenza come altre regioni è sbagliato, ma non possiamo stare tranquilli. Siamo in una condizione che ci impone a ciascuno di fare la propria parte. Ordinanza elastica ma nella linea della fermezza e del rigore. Se tutti facciamo la nostra parte potremo evitare di ricorrere ad altre misure, che dipenderanno dai numeri dei positivi e dei ricoverati in terapia intensiva. Da questi dati dipenderanno le misure delle prossime settimane e dei prossimi giorni.

Stiamo monitorando la situazione giorno dopo giorno. Faremo tutto quello che sarà necessario fare, per tutelare la salute e per evitare la paralisi completa dei mesi di marzo aprile e maggio.

Restiamo uniti, evitiamo le polemiche, siamo in guerra e dobbiamo rinunciare a qualcosa.

Penso agli imprenditori con le ferite ancora sanguinanti per quanto passato nei mesi passati. Penso alle famiglie povere che sono diventate ancora più povere. Alle persone con carattere fragile, nella disperazione e in stato d’ansia, agli anziani, alle famiglie che hanno persone un loro caro. Sono circa 400 in Sicilia. 

Abbiamo fatto tutto quanto è nella nostra disponibilità. Abbiamo acquistato tamponi, mobilitato migliaia di operatori sanitari, aumentiamo i posti letti negli ospedali e in terapia intensiva. 

Abbiamo il dovere di guardare ai prossimi giorni con uno stato d’animo improntato nella speranza pur nella necessaria prudenza e cautela. Da questa condotta individuale e collettiva dipenderà il diffondersi del virus.

Guardiamo avanti con fiducia e siamo ossequiosi delle norme concordate”.

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