PALERMO – Sono 20 i fermi eseguiti nel corso della notte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, , nei confronti di soggetti appartenenti alla famiglia mafiosa di Borgo Vecchio. Si tratta del mandamento di Porta Nuova, nel pieno centro della città. “L’indagine – spiega il generale dei Carabinieri Arturi Guarino – è scattata dopo le denunce dei commercianti, costretti a pagare il pizzo, che sono venuti spontaneamente a denunciare gli estintori, fidandosi di noi che li abbiamo protetti”.
Palermo, colpo alla mafia di Borgo Vecchio
Palermo, colpo alla mafia di Borgo Vecchio
Publiée par FiloDiretto Monreale sur Lundi 12 octobre 2020
Disarticolata l’organizzazione che controllava il territorio.
I 20 indagati sono ritenuti a vario titolo responsabili dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, associazione per delinquere finalizzata ai furti e alla ricettazione, tentato omicidio aggravato, danneggiamento seguito da incendio, estorsioni consumate e tentate aggravate, danneggiamento aggravato, furto aggravato, ricettazione.
Dall’indagine è emerso che il nuovo reggente della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio è Angelo Monti. Questi i suoi uomini di fiducia:
– Girolamo Monti, fratello del reggente e suo “alter-ego”, con cui Angelo Monti aveva già diretto, sino al loro arresto del 2007, la stessa famiglia;
– Giuseppe Gambino, con il compito di tenuta e di gestione della cassa della famiglia, di controllo dell’andamento delle attività illecite e di filtro tra lo stesso Angelo Monti e il gruppo operativo che materialmente si occupava della commissione dei reati fine dell’associazione;
– Salvatore Guarino, già condannato – in via definitiva – per associazione di tipo mafioso, il quale si avvaleva di Giovanni Zimmardi, Vincenzo Vullo e Filippo Leto per organizzare e commettere materialmente le attività estorsive, per conto della famiglia mafiosa, nei confronti dei commercianti e degli imprenditori operanti nella zona di riferimento;
– Jari Massimiliano Ingarao (nipote di Angelo Monti) con il ruolo di referente, per conto dell’organizzazione mafiosa, nel settore del traffico di sostanze stupefacenti. Per tale scopo Jari Ingarao si avvaleva dell’ausilio materiale dei fratelli, Gabriele e Danilo.
Gli investigatori hanno messo alla luce l’attività di controllo del territorio e di ricerca del consenso sociale portata avanti dall’organizzazione. Questa si occupava dell’assistenza economica delle famiglie degli affiliati detenuti e dei diversi metodi illeciti di finanziamento dell’articolazione mafiosa (estorsioni, traffico di droga e reati contro il patrimonio). Emerse anche le ingerenze nel mondo del tifo organizzato del calcio palermitano, esercitate attraverso il controllo di cosa nostra dei gruppi ultras locali.
Dall’indagine è emerso come i mafiosi stiano continuando a svolgere una specifica “funzione sociale”, attraverso l’imposizione delle proprie decisioni per la risoluzione delle più diverse problematiche: dai litigi familiari per motivi sentimentali alle occupazioni abusive di case popolari o agli sfratti per mancati pagamenti di affitti al proprietario di casa.
Anche per le celebrazioni in onore della patrona del quartiere, Madre Sant’Anna, previste dal 21 al 28 luglio del 2019, cosa nostra controllava il comitato che organizzava le serate canore, animate da alcuni cantanti neomelodici. Era i mafiosi a scegliere e a ingaggiare i cantanti e, attraverso le cosiddette “riffe” settimanali, a raccogliere le somme di denaro tra i commercianti del quartiere. Ma le somme venivano impiegate anche per rimpinguare la cassa della famiglia mafiosa, per essere utilizzate per il sostentamento dei carcerati e per la gestione di ulteriori traffici illeciti. Erano sempre i mafiosi, in occasione della festa patronale, ad autorizzare i commercianti ambulanti a vendere i loro prodotti durante la festa, disciplinando anche la loro collocazione lungo le strade del rione.
Jari Massimiliano Ingarao, inoltre, aveva incaricato alcuni complici di “invitare” i commercianti del quartiere a sponsorizzare un’esibizione canora di una cantante neomelodica, poi effettivamente avvenuta il 6 dicembre 2019, presso il teatro Don Orione di Palermo.
I Carabinieri hanno ricostruito 22 attività estorsive aggravate dal metodo mafioso (6 consumate e 16 tentate), perpetrate ai danni di commercianti e imprenditori operanti nel territorio di competenza della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, nonché 2 attività estorsive, commesse attraverso il cosiddetto “cavallo di ritorno”.
Su 22 episodi, ben 13 casi sono stati scoperti grazie alle denunce autonome degli operatori economici, mentre ulteriori 5 episodi sono stati ricostruiti autonomamente grazie alle indagini, ma poi confermati pienamente dalle vittime.
L’indagine ha cristallizzato anche le responsabilità degli esponenti mafiosi nel traffico di sostanze stupefacenti. I mafiosi controllavano direttamente i dettagli organizzativi, la contabilizzazione dei ricavi e la determinazione di ulteriori investimenti di settore, nonché la gestione del denaro confluito nella cassa della famiglia mafiosa.
Ancora, la famiglia mafiosa di Borgo Vecchio interveniva, in alcuni casi, anche nella gestione e nel controllo dei furti di motocicli e della loro successiva restituzione ai legittimi proprietari, attraverso il cosiddetto metodo del “cavallo di ritorno”.
Registrato dagli inquirenti anche il tentato omicidio, commesso con un’arma da taglio il 12 dicembre 2018, da Marcello D’India e da Giovanni Bronzino nei confronti di Giovanni Zimmardi (un appartenente alla famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, dedito per conto della stessa a riscuotere il “pizzo”), avvenuto all’interno dell’autovettura della vittima (poi incendiata).
È stato anche ricostruito il movente (riconducibile alla contestazione di Zimmardi agli assalitori di aver effettuato il pagamento di una cena in una trattoria del quartiere con soldi falsi. Tali accuse avevano scatenato l’ira degli stessi). In seguito ci sarebbe stato l’intervento degli esponenti apicali della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio per ricomporre il dissidio.






