Monreale, aggressione alla fermata dell’autobus, minorenne in prognosi riservata

Padre e figlio pestano a sangue il giovane, avrebbe avuto un diverbio con la figlia dell’uomo

L’uomo è stato condotto nella notte al Pagliarelli, dovrà rispondere dell’accusa di lesioni personali aggravate

MONREALE – È finito all’ospedale, in prognosi riservata, un giovane monrealese, vittima di una feroce aggressione avvenuta ieri sera al capolinea dell’autobus.

C. I. A., minorenne, è finito a terra sotto i pugni e i calci di padre e figlio, quest’ultimo maggiorenne. Al centro della lite sembra esserci stata una futile questione cominciata sulla vettura dell’AMAT tra il minorenne ed una ragazza. Un diverbio, uno sfottò poi degenerato con qualche parola di troppo. A quel punto ci sarebbe stato l’intervento del fratello della ragazza, appena maggiorenne, e del padre che, sopraggiunti, avrebbero pestato a sangue il giovane.

Saranno i Carabinieri a definire la dinamica dell’aggressione, che è avvenuta intorno alle 21.00, davanti a numerose persone, vicino il capolinea dell’AMAT. A un centinaio di metri dal centro storico di Monreale.

Tra i presenti qualcuno ha chiesto l’intervento dei Carabinieri della stazione di Monreale. Questi hanno svolto subito le indagini e rintracciato padre e figlio, entrambi monrealesi.

Il padre, D. G. A., è stato arrestato nel pieno della notte nel suo appartamento e condotto al carcere Pagliarelli, in attesa dell’interrogatorio del PM che si terrà questa mattina. Il figlio, D. G. V., diciottenne, è stato denunciato a piede libero. I due familiari hanno chiesto l’assistenza legale dell’avvocato Piero Capizzi.

Molto gravi le condizioni del giovane, diciassettenne, che ha riportato ferite anche al volto. Per lui, condotto subito in ospedale, la prognosi è mantenuta riservata.

D. G. A., 42 enne, incensurato, dovrà rispondere dell’accusa di lesioni personali aggravate. Il Pubblico Ministero potrebbe chiedere la convalida dell’arresto. Sarà il Giudice per le Indagini Preliminari a decidere se confermare il carcere. Decisivo sarà l’esito della prognosi.

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