“Comincio a sentirmi intrappolata in una situazione lavorativa che mi spaventa molto, non sta andando tutto bene, non sta andando per niente bene”. È una lettera pregna di amarezza e dolore quella scritta da Sara Autovino, monrealese, che gestisce assieme alla famiglia un’attività artigiana che si occupa di produzione e vendita di manufatti artistici.
La monrealese ha voluto inviare un messaggio anche attraverso i social al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci e al sindaco del Comune di Monreale, Alberto Arcidiacono. L’attività della famiglia Autovino, come quella di molte altre imprese monrealesi, sta facendo i conti con la grave crisi del settore turistico causata dall’emergenza sanitaria. Da settimane a Monreale non si vede più un turista. Tutte le attività legate al settore del turismo, ha sottolineato Sara Autovino nella sua lettera, sono state duramente colpite e non potranno ripartire in questo 2020.
Mentre la stagione turistica va ormai verso la rovina, lamenta la monrealese, “intanto le utenze, gli affitti e le tasse scorrono come se nulla fosse mai accaduto. Ad oggi da parte del governo nazionale e regionale, regna il silenzio più totale, nessuno che si ricorda che esistono queste piccole realtà e le tante altre attività commerciali e i piccoli artigiani”.
Sono parole amare, segno che forse qualcosa non sta funzionando, quelle di Sara Autovino: “Nessuno che ci spiega come tutelare le nostre attività, perché noi piccole realtà legate al settore turismo, in questo periodo ed oltre, non vedremo neanche l’ombra di un centesimo, perché senza turismo non abbiamo praticamente più motivo di esistere. Quindi mi rivolgo a tutto il mondo delle istituzioni nazionali, regionali e locali per capire che destino ci aspetta, cosa si intende fare per il settore turistico, le direttive da intraprendere. È arrivato il momento di avere risposte, siamo stanchi di questo silenzio. Il turismo è ricchezza per noi ma soprattutto per la nostra terra. Rischiamo di abbassare per sempre la saracinesca sulla cultura”.