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Coronavirus: la ripartenza e l’importanza dell’azione di ciascun individuo 

Collaboriamo rimanendo uniti. Il ritorno alla “normalità” dipende soprattutto dalle singole azioni individuali

23 Aprile 2020 – Tra verità e fake news. Tra incertezze e speranze. Tra panico e messaggi di conforto. Tra pareri contrastanti di virologi, scienziati e politici. Tra le grida di aiuto e il silenzio di chi soffre. 

Tra il giorno e la notte e la corsa contro il tempo per salvare vite umane, per salvare un’economia in ginocchio:

è proprio questo “Tra” l’elemento di divisione.

È possibile una ripartenza vera in una situazione di incertezza e di pareri contrastanti?

Ci si interroga, ma chi può rispondere ad un quesito così complesso?

I cittadini sicuramente no e forse neanche le alte istituzioni, e perché? Perché si è di fronte ad un nemico sconosciuto che si sta imparando a conoscere e col quale bisogna imparare convivere.

E se allora è il mondo intero a vivere in una situazione di incertezza, di difficoltà, di crisi su ogni fronte, cosa ci rimane?

Alcuni direbbero l’unione, per tale intendendo l’unione umana nel senso affettivo del termine o l’unione come forza lavoro! Altri direbbero in aggiunta, giustamente, la collaborazione.

Una frase inusuale: Collaboriamo rimanendo uniti.

Genericamente, collaborare significa lavorare con qualcuno col fine di realizzare qualcosa; questo presuppone una comune condivisione di scopo, cioè la realizzazione di un progetto comune. 

Per la realizzazione di quest’ultimo è necessario che ciascuna persona fisica compia o non compia delle determinate azioni. 

Pertanto, ci sono dei soggetti (coloro che collaborano), che perseguitano lo stesso fine (la realizzazione di un progetto) attraverso azioni (il compimento/omissione di comportamenti necessari).

Vi starete chiedendo: perché questo esempio?

La risposta è semplice. Oggigiorno la comunità mondiale, ricomprendendo le istituzioni tutte e l’intera popolazione, è chiamata ad affrontare un’enorme situazione di seria difficoltà su ogni fronte: economico, sanitario, sociale, umanitario.

E pertanto, ci sono dei soggetti (l’intera popolazione mondiale comprese le istituzioni) che perseguitano lo stesso fine (superamento della pandemia e della conseguente crisi sanitaria ed economica) attraverso azioni lineari mettendo da parte fini altri di natura politica o interessi economici prettamente individuali.

Non si può parlare di collaborazione senza unione, e cioè senza Unione di intenti, unione di azione, unione di scienza, unione umana. 

Ogni soggetto è sottoposto a rinunce e sacrifici ma è necessario che questi sforzi non rimangano vani. Come è possibile questo? – È possibile soltanto assumendo piena consapevolezza che a ciascuna propria azione corrisponde una seria e determinante conseguenza, positiva o negativa dipende dalla tipologia di responsabilità posta in essere.

In conclusione, per auspicare una ripartenza è necessario capire l’importanza che ha l’azione di ciascun individuo. È necessario capire che la responsabilità e l’auspicio di un ritorno alla “normalità” dipende soprattutto dalle singole azioni individuali che si incontrano con l’intento comune quale il Superamento di un’unica grande fase che terribilmente ha sconvolto il mondo intero.

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