MONREALE – In questi giorni il comune sta distribuendo i buoni spesa alle famiglie bisognose. Circa 900 nuclei familiari hanno presentato la domanda per avere questa forma di sostegno economico. Troppi. La loro richiesta è infatti superiore alla disponibilità finanziaria in dotazione al comune, che è di circa 365.000 €.
Se è già evidente come il covid19 abbia già generato un problema sociale, la situazione potrebbe divenire ancora più drammatica a breve, dato che a questi nuclei familiari che si trovano al di sotto della fascia di povertà potrebbero a breve aggiungersi altri soggetti.
È la fascia dei cosiddetti nuovi poveri, costituita dai gestori di tutte quelle attività commerciali (quali bar, ristoranti, abbigliamento, edilizia), che per mesi hanno dovuto abbassare le saracinesche, bloccati dal rispetto delle normative nazionali emesse per il contenimento da covid19. Anche loro, quei piccoli imprenditori che per tanti anni hanno costituito il tessuto produttivo della città, chiedono una forma di sostegno economico all’amministrazione comunale.
Una richiesta rilanciata anche dal consigliere comunale Mimmo Vittorino (Popolari per Monreale): “Si tratta di esercenti che hanno tenuto le attività chiuse per mesi, ma che sono comunque tenuti a versare al comune l’IMU e la TARSU”.
Il consigliere comunale spiega che, dopo l’intervento di ieri su questa testata, relativo alla sospensione della tassa di soggiorno e della tassa sull’occupazione del suolo pubblico (VEDI ARTICOLO), è stato contattato da molti negozianti che gli chiedevano di perorare la loro causa.

“Credo che sia coerente chiedere all’amministrazione di rimodulare l’importo della tassa sullo smaltimento dei rifiuti per chi non ha usufruito del servizio né tantomeno prodotto rifiuti. In questi mesi di chiusura i negozianti non hanno prodotto cartone, vetro, plastica. Ritengo giusto decurtare dalla TARSU una quota, proporzionale ai periodi di chiusura delle attività”.
Vittorino chiede che anche l’IMU venga parimenti rimodulata: “Il comune potrebbe valutare di venire incontro a questa fascia della popolazione monrealese con un sostegno economico, attingendo ad una parte di quei 800.000 € che giungeranno dalla regione siciliana”. Insomma, salvaguardare le famiglie, ma anche andare incontro ai piccoli imprenditori che potrebbero a breve trovarsi nell’impossibilità di sostenere le spese di gestione, rischiando il fallimento.
Una boccata d’ossigeno potrebbe anche provenire dalla proposta avanzata dall’ANCI. L’Associazione nazionale dei comuni italiani ha chiesto al governo di sbloccare i fondi dei crediti di dubbia esigibilità, così da consentire ai Comuni di compensare il mancato pagamento delle tasse da parte delle imprese (ma anche dei cittadini) in difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus.
Per il comune di Monreale si tratterebbe di sbloccare una cifra che si aggira intorno al milione e mezzo di euro. E potrebbe consentire a cittadini e imprese che non riescono a pagare di ripartire senza il fardello delle tasse.
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