Monreale, 10 maggio 2019 – Alle 20,00, sul palco di piazza Guglielmo II, si è tenuto l’ultimo comizio della campagna elettorale a sostegno del candidato sindaco Alberto Arcidiacono.
Tra i primi ad intervenire il dott. Giuseppe La Fiora, designato assessore al bilancio in caso di vittoria di Arcidiacono. Da assessore della giunta Di Matteo aveva predisposto il piano di riequilibrio finanziario del comune, poi bocciato dalla Corte dei Conti durante l’amministrazione Capizzi. “Capizzi – ha spiegato La Fiora – ha dichiarato di avere risanato il comune di Monreale, quando invece l’ha fatto morire. L’amministrazione uscente è quella delle foto per l’ordinaria amministrazione. Le foto si fanno quando si risana il comune dal dissesto finanziario. Adesso vogliamo riprendere un discorso interrotto cinque anni fa”.
Nel suo lungo intervento, Roberto Gambino, leader della lista Il Mosaico, ha spiegato le ragioni dell’apparentamento con Arcidiacono: “Stava nelle cose. Ricordiamo che il Mosaico aveva avviato un confronto sei/sette mesi fa con pezzi eterogenei della società monrealese per trovare una sintesi intorno ad un programma e ad una compagine di governo competente. L’intenzione era di mettere insieme culture e punti di vista differenti.
È stato un apparentamento condotto alla luce del sole per amministrare alla luce del sole”.
Gambino ha voluto replicare alle critiche espresse poco prima da Capizzi sulla coerenza politica dei suoi avversari che mischiano destra e sinistra:
“Qui non si tratta di lavorare per l’Italia o per l’Europa, ma per un comune. Per questo non c’è destra e sinistra o centro che tenga. Ma solo una comunità da privilegiare, un futuro e un governo cittadino che deve sganciarsi da posizioni prive di programmazione come quelle avute negli ultimi anni”.
“Guardiamo al futuro di un paese che deve essere rilanciato e necessita di nuove energie. Tanti consiglieri eletti sono giovani, a loro spetterà fare crescere la classe dirigente del paese”.
Ma, ha spiegato il leader del Mosaico, “noi garantiremo anche quelle energie e competenze che non sono in questa aggregazione politica ma che sono necessarie per la rinascita di questa amministrazione.
La storia serve per imparare a non fare gli stessi errori, e per prendere anche ciò che di buono c’è stato in passato. L’assessore La Fiora è un esempio”.
Alberto Arcidiacono ha voluto ringraziare chi ha abbandonato rigide logiche partitiche in nome di un progetto condiviso di crescita per la città di Monreale.
Ma non ha lesinato critiche all’amministrazione uscente: “Cinque anni di negligenza, di immobilità, di ignavia, di nulla. Cinque anni di presunta boria sulle spalle di una comunità ferita per promesse mai mantenute. Un cambio di logica illusorio e ingannevole. Un tempo troppo lungo per chi attendeva la normalità, il più nobile degli obiettivi.
È in gioco il destino di una comunità. Tramite le competenze messe a disposizione dobbiamo intervenire. È arrivato il momento di reagire, di rialzarsi, di fare battere il cuore per le idee, per la passione, per i sogni, per la gloria di una città che merita. Abbiamo subìto le tragiche conseguenze di un’amministrazione miope, pressappochista. Confinati nell’oscurità dell’incompetenza, con strani accordi elettorali”.
In un discorso sostenuto, il candidato sindaco ha cercato di motivare la piazza sulle ragioni della sua discesa in campo, sul perché sia necessario voltare pagina a Monreale, e come la sua squadra amministrativa intenda farlo.
“Cittadini scegliete tra chi ha gettato il paese nell’oscurità e chi vuole illuminarlo, tra chi promette e chi realizza, tra chi ha fallito e chi deve trionfare, tra chi ha fatto disperare e chi farà sperare questa comunità”.
Rivolto al suo avversario, Arcidiacono l’ha invitato a dare risposte ai cittadini:
“Che fine ha fatto il CRES, l’illuminazione della circonvallazione e a San Martino, il collettore fognario e il parcheggio a Pioppo, la piazza di Grisì, la piazza di Aquino, il suolo pubblico, i rincari, le bollette, l’acqua. Il sindaco uscente dovrebbe ammettere il suo fallimento e rinunciare a ricandidarsi”.
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