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Monreale, il Complesso monumentale Guglielmo II ancora fuori dal giro turistico. Lo Biondo: “Urge approvare statuto e carta dei servizi”

Monreale, 13 aprile 2019 – Rilanciare il patrimonio artistico monrealese sta diventando una prerogativa diffusa quanto necessaria, la cittadina normanna infatti possiede tesori artistici di valore inestimabile e molti di questi sono, purtroppo, posso pubblicizzati e non si trasformano in fonte di guadagno per la collettività.

Nasce da questi presupposti il progetto di rilancio per il complesso monumentale Guglielmo II proposto da Massimiliano Lo Biondo (#OLTRE). “L’assenza di un regolamento Unesco, nonostante il riconoscimento e il mai partito progetto di gestione del Complesso monumentale Guglielmo, sono un freno allo sviluppo di una città che ha i requisiti per la crescita del turismo”.

È quanto afferma Lo Biondo nel comunicato in cui propone prima di tutto la presa di coscienza sulle potenzialità del patrimonio artistico monrealese. “È necessario valorizzare le opere d’arte, ad esempio del ‘900 custodite all’interno del complesso monumentale, opere su carta, scultoree e ceramiche di artisti italiani di indiscussa fama fra i quali Cantatore, Casorati, Rosai, De Chirico, De Pisis, Gutturo, Morandi, Omiccioli, Purificato, Soffici, Schifano e Tromabadori”.

Lo Biondo lamenta principalmente l’assenza di uno statuto e una carta dei servizi in chiave turistica. Nel 2008 la gestione del Comune si era limitata a una delibera sul costo del biglietto d’ingresso, portandolo da 1,50 € a 3 €, ma il Complesso monumentale non è ancora riuscito ad agganciare il flusso turistico del percorso Unesco.

C’è infatti un grosso divario tra gli incassi delle visite al Duomo e al Chiostro e quelli del Complesso monumentale, che sono sempre notevolmente contenuti. Lo Biondo propone innanzitutto di approvare lo statuto, la carta dei servizi e un piano di marketing per un arco temporale di 10 mesi, organizzando convenzioni con altri musei (specialmente di Palermo e Cefalù) e creare un bando a evidenza pubblica europea al fine di individuare investitori con esperienza nel settore turistico.

“Solo una realtà imprenditoriale di comprovata esperienza e solidità economica, dove il Comune deve trarne l’utile e a vantaggio della città in termini economici e di lavoro per i cittadini, potrà rappresentare quel volano tanto annunciato quanto disatteso”.

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