Monreale, 9 marzo 2019 – Nella giornata di ieri il circolo della Cultura Italia ha voluto commemorare la giornata dedicata alle donne con un “caffè letterario”, iniziativa proposta dal professor Burgio, Presidente del circolo, e dalla professoressa Beatrice Moneti, preside delle scuole Antonio Veneziano e Francesca Morvillo.
“Oggi ancor più si vuole festeggiare l’uguaglianza e il rispetto”, questi valori devono essere posti alla base della nostra società e non solo nei confronti delle donne ma anche di tutte quelle persone che sono considerate diverse dagli inutili stereotipi moderni.
In un mondo in cui la cultura sta vivendo una grave crisi, causata anche dal continuo bombardamento d’informazioni e della facilità con la quale si trovano notizie e nozioni, si sta perdendo la bellezza del discutere con gli altri o di leggere un buon libro. Ecco perché è nata l’idea di un caffè letterario: portare i ragazzi all’interno di un circolo culturale serve per far conoscere la cultura già da piccoli, così che si aprano al mondo reale invece che stare rinchiusi dietro uno schermo. Proprio per far crescere i ragazzi con la cultura e nella cultura, gli alunni della 2c dell’Antonio Veneziano, coordinati dalla professoressa Lo Piccolo, hanno eseguito una piccola rappresentazione teatrale raccontando la storia della Baronessa di Carini, che in molti descrivono come la prima vittima illustre di femminicidio avvenuto nelle nostre terre. L’iniziativa è stata arricchita da alcuni brani suonati al pianoforte da
Eleonora Pepe, Sara e Chiara Grimaudo, dirette dal maestro Marco Orsini. Francesca Vaglica ha letto e interpretato delle poesie, tra le quali una composta dalla sorella.
A concludere la serata, il maestro Orsini ci ha ricordato il vero significato della mimosa e il ricordo tragico che si lega a questo fiore e a questo giorno.
Invece di passare la festa delle donne all’insegna del consumismo, torniamo al motivo primordiale per cui è stata stabilita questa giornata e cerchiamo di ricordare quelle donne che prima di noi si sono battute per ricevere quei diritti che noi consideriamo scontati, come il diritto all’istruzione o al voto. Prendiamo il loro esempio e la loro forza per continuare a lottare, per tutte coloro che non ci sono più e soprattutto per quelle donne che sono state uccise dalle mani che invece dovevano proteggerle.