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Madonne e Santi al posto dei rifiuti? L’idea è buona, ma c’è ancora molto da fare

Monreale, 2 gennaio 2019 – Forse ci eravamo solo illusi. Ma le immagini parlano chiaro e svelano una realtà diversa da quella che è stata propagandata. Non bastano le fotografie o le statue della Madonna o dei Santi, assieme all’importante lavoro dei volontari, per risolvere il problema delle varie discariche abusive dislocate in differenti punti del vasto territorio monrealese. Serve anche un intervento incisivo da parte dell’amministrazione comunale.

Siamo tornati a Strazzasiti a poco più di un mese dalla collocazione dell’effigie di Padre Pio, laddove giornalmente i furbetti del sacchetto lasciavano la propria immondizia. Il piazzale, dove è stata posta anche una Madonna fornita da padre Elisee, parroco della Chiesa di Fiumelato, è ancora pressoché pulito. Ma basta spostarci di pochi metri per osservare come l’area in realtà sia strapiena di rifiuti di ogni sorta. Da quelli domestici agli sfabbricidi. Che, con molta probabilità, giacciono lì indisturbati da diversi mesi, e che erano presenti anche quando, il 24 dicembre, sindaco e vicesindaco sono andati a farsi immortalare durante la benedizione dell’area da parte dell’arcivescovo di Monreale, come a dare anche la loro, di benedizione, all’iniziativa di padre Elisee e dei responsabili della delegazione Strazzasiti, che si adoperano per dare dignità alla contrada.

“A poco è servito – spiega Benedetto Madonia, presidente del Movimento civico “Occupiamoci di Monreale”- rimuovere una parte dei rifiuti, quelli più a vista, perché di una mini pulizia (e non bonifica) si è trattato, e la rimanenza di una grossa quantità la rinveniamo proprio alle spalle delle immagini religiose a Strazzasiti e via Esterna Sant’Elia (Pensabene), e a pochi metri per la statua al bivio Caculla-Cozzo del Pigno. Gli incivili abbandonano i rifiuti a pochi metri dalle statue”.

In pratica, aldilà delle foto di rito, dall’amministrazione ci saremmo aspettati un intervento più corposo e una reale bonifica dell’area.

“Quando, il 24 dicembre, si è espletata la benedizione dei luoghi, alla presenza di autorità religiose e comunali, si precisava che le zone erano state “completamente bonificate”.

Non è così – spiega Madonia – perché la bonifica è una profilassi di prevenzione e “bonifica dell’ambiente” cioè risanamento allo stato puro.

Oggi, a distanza di giorni, lo spettacolo è indecente e imbarazzante, perché lo scempio è stato ed è sempre lì, basta guardare oltre le statue, oltre i guard rail per trovare rifiuti di ogni tipo: stoviglie di plastica, cartoni, fustini di detersivi, neon, lavabi, bottiglie e sacchetti e teli di plastica, sedie di pladtica, resti di cibo, lattine e chi più ne ha più ne metta.

Un “effetto vedo e non vedo”, ma noi del Movimento civico non ci stiamo: vogliamo trasparenza, siamo contro ogni forma di stratagemmi e occasioni di facciata, subdole manipolazioni”.

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