Monreale, 11 dicembre 2018 – Recentemente il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha lanciato un appello al corpo docenti per “sensibilizzare a un momento di riposo degli studenti e delle famiglie affinché vengano diminuiti i compiti durante le vacanze”.
L’ultima volta che venne emessa una circolare riguardante lo stesso tema era il 1969, e l’allora Ministro Mario Ferrari Aggradi invitò i docenti a non lasciare compiti per le vacanze agli alunni, tranne che in certi casi particolari.
Il tema dei compiti da fare a casa dà sicuramente adito a dibattiti di ogni sorta: da un lato i più tradizionalisti diranno che è giusto che gli studenti non interrompano lo studio durante le vacanze; d’altro canto i più permissivi daranno più valore al meritato riposo degli studenti (e delle famiglie).
“Esercizio sì, ma finalizzato al consolidamento delle conoscenze – dice un docente del liceo monrealese E. Basile -. Più spazio al tempo libero, ma anche alla lettura. L’allenamento è necessario, anche perché i ragazzi al giorno d’oggi utilizzano un tipo di memoria a breve termine. Senza una anche piccola quantità di esercizio costante si rischia di dimenticare gli argomenti trattati”.
L’utilizzo della memoria a breve termine potrebbe essere legato all’uso degli smartphone, che garantiscono in ogni momento una quantità massiva di informazioni rendendo obsoleti i processi di memorizzazione.
L’uso dei dispositivi tecnologici induce ad usare sempre meno la “memoria a breve termine”, nell’articolo si è fatto un uso improprio del concetto .