Monreale, 7 dicembre 2018 – Dal 2015, come forse non tutti sanno, Monreale è stata fregiata del titolo di Città del Mosaico. E a ben vedere! Considerando gli illustri esempi di mosaico che è possibile ammirare naso all’insù dentro il Duomo, sarebbe strano forse non pensare che Monreale, col mosaico, debba necessariamente avere qualcosa a che fare.
Bisogna ammettere che, però, gli eccellenti esempi menzionati potrebbero (e meriterebbero di) essere ampliati. Per questo motivo è stato inaugurato quest’anno il MAM, Museo dell’Arte del Mosaico, grazie all’attività della Dirigente Concetta Giannino e del gruppo docenti del Liceo Artistico D’Aleo. È proprio l’istituto a gestire il museo, e gli studenti che partecipano al progetto di alternanza scuola-lavoro si occupano dell’accoglienza e delle visite.
L’unica pecca è che, di fatti, il museo debba necessariamente rispettare gli orari scolastici. Questo fa sì che gli orari di apertura siano limitati, come limitato è anche il compendio di opere esposte (precisiamo: tutte fornite dal Liceo). Non si è evidentemente mai pensato al fatto che, al di fuori degli orari scolastici, qualcuno potesse voler visitare il museo del mosaico della Città del Mosaico. Ma il Comune in dissesto non ha assunto nessuno né tantomeno spostato del personale affinché il museo rimanesse aperto anche in orario pomeridiano. Insomma, tanti sforzi sono fatti quotidianamente dagli studenti del D’Aleo per portare avanti il MAM, ma sembra che l’appoggio delle istituzioni non sia tangibile.
I mosaici che invece davano il benvenuto ai visitatori, quelli posti di fronte la Caserma dei Carabinieri, sono stati rimossi per questioni di sicurezza. Insomma, un turista che venga di pomeriggio non ha proprio maniera di vedere anche l’ombra di un mosaico, se non all’interno del Duomo.

Il mosaicista Giosuè Cangemi, in un’intervista a Filo Diretto, ha esposto alcune sue perplessità: “Perché, viene da chiedersi a questo punto, siamo Città del Mosaico? Cosa è stato fatto per valorizzato il mosaico? A Monreale le botteghe e i laboratori in cui si producono mosaici si possono contare sulle dita di una mano. E poi c’è il liceo artistico, i giovani finiscono il liceo ma non esistono convenzioni per inserirli nel circuito dell’artigianato monrealese. Piuttosto vanno a formarsi a Spilimbergo (nella provincia di Pordenone), e poi tornano raccontando meraviglie che avrebbero dovuto imparare qua”.

Per andare a fondo alla faccenda, ci siamo confrontati con la Dirigente del Liceo Mario D’Aleo, la professoressa Concetta Giannino. “Cosa ci manca per essere Spilimbergo, mi chiede lei? Le ore di mosaico. Spilimbergo ospita la Scuola Mosaicisti del Friuli, mentre la nostra scuola è stata trasformata da Istituto d’Arte in Liceo dalla riforma Gelmini, per cui noi abbiamo attualmente 4 ore di mosaico previste. Come se tutti necessariamente dovessero fare un lavoro da scrivania. Abbiamo bisogno di manodopera, di competenze, di una specificità della scuola che si è totalmente persa. È già tanto quello che facciamo con la gestione del MAM, ma l’installazione di opere d’arte nelle aree pubbliche ha un costo”.
Tra l’altro (come riporta Monreale Informa) l’Istituto ha donato al Comune di Monreale 3 colonne da tre metri ciascuna, 2 cubi da sei metri quadrati e una targa raffigurante lo stemma del Comune con l’iscrizione «Monreale Città del Mosaico», tutto rivestito in mosaico. Non sono mai state installate.
Insomma a Monreale i mosaici ci sono, ma non si vedono. Probabilmente ci sarebbero anche i mosaicisti, se i programmi ministeriali non prevedessero così poche ore di mosaico. Probabilmente Monreale potrebbe essere la Città del Mosaico che dice di essere, se l’amministrazione investisse nel MAM e nelle installazioni urbane.