Palermo, 16 luglio 2018 – Maxi operazione antimafia della guardia di finanza. Sono finite in carcere 24 persone e quattro ai domiciliari.
Tra questi Giuseppe Corona cassiere di un bar di fronte al porto, ma che secondo le indagini del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, coordinate dalla Procura diretta da Francesco Lo Voi, teneva i conti di Cosa Nostra.
Il tesoriere di Cosa nostra è tornato in cella questa mattina con l’accusa di aver investito un fiume di soldi per conto delle famiglie mafiose: in bar, tabaccherie, negozi e poi in tanti immobili. Affari realizzati attraverso nuovi insospettabili prestanome e professionisti che operavano nell’ombra.
L’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto della Dda Salvatore De Luca e dai sostituti Roberto Tartaglia, Amelia Luise, Annamaria Picozzi e Siro De Flammineis oltre agli arrestati coinvolge anche diciannove indagati che hanno invece il divieto di dimora in città.
Questo è quanto risulta dal provvedimento emesso dal gip Antonella Consiglio. Nella rete del nucleo speciale di polizia valutaria di Palermo, diretto dal tenente colonnello Saverio Angiulli, è finito nuovamente l’avvocato Nico Riccobene, già indagato per aver gestito il tesoro dei costruttori e boss Graziano: ora è ai domiciliari. E non è l’unico insospettabile fra gli indagati.
Oltre ai 28 arresti, sono state eseguite perquisizioni e sequestri di società e immobili per diversi milioni di euro.