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Educazione Assistita con Animali. L’I.S. P. Novelli sperimenta un progetto di inclusione con i cani (VIDEO E FOTO)

Monreale, 5 aprile 2018 – “I bambini di oggi sono gli adulti di domani, aiutiamoli a crescere liberi da stereotipi, aiutiamoli a sviluppare tutti i sensi, aiutiamoli a diventare più sensibili, un bambino creativo è un bambino più felice.

Questo pensiero non è di un accademico, di uno studioso che si occupa esclusivamente di didattica, e non è neppure tratto dal solito manuale, magari un po’ obsoleto, di Pedagogia Generale. Questa frase è di Bruno Munari, Artista eclettico e Designer raffinato.

La didattica laboratoriale, lo studio come esperienza diretta e concreta, l’uso integrato e reale dei cinque sensi, “l’apprendere facendo” erano per Munari la condizione essenziale per una corretta formazione umana, a partire dall’età infantile. L’artista è sempre stato considerato un personaggio di complessa definizione: sperimentatore libero da conformismi, ha continuamente avviato esperienze lavorando simultaneamente su diversi piani di ricerca in ambito artistico, del design, dei libri per l’infanzia, della didattica dell’arte.

Le intuizioni di Bruno Munari, sono state accolte, tra le svariate esperienze educative a lui ispirate, dalla ricerca e innovazione didattico-pedagogica messa in atto dalla scuola “Casa del Sole”, Istituzione scolastica inclusiva e di stampo multietnico, ubicata all’interno del Parco Trotter di Milano.

La Casa del Sole è stata in passato tra le prime Istituzioni Scolastiche in Europa a far propria la modalità educativa delle “scuole all’aperto”, variegati iter di apprendimento centrati sul contatto diretto con la natura, col mondo vegetale e animale, che l’hanno resa famosa e importante come fulcro fondamentale per la ricerca attiva e la sperimentazione laboratoriale più autentica.

Nell’Ottobre scorso, visitando i vari spazi di questa scuola, ho pensato che sarebbe stato interessante sperimentare anche alla Novelli un percorso alternativo di scienze, magari attraverso l’osservazione diretta del comportamento animale.

L’occasione si è presentata quando una corsista del tfa sostegno presso Unipa, Loredana Spinnato, che sta effettuando il suo tirocinio alla “Novelli” ed è, tra l’altro, in possesso di una laurea in veterinaria, ha proposto un progetto con i cani, da sperimentare in una classe che accoglie un bambino con disturbi dello spettro autistico.

La proposta, approvata con entusiasmo da me, che del tirocinio sono la tutor, dalla Dirigente Scolastica Dott.ssa Chiara Di Prima, e dai colleghi contitolari della classe sperimentatrice, si è concretizzata in un’esperienza davvero inclusiva per gli alunni, sicuramente  indimenticabile in quanto ispirata alle modalità di didattica speciale relativa all’“Educazione Assistita con gli Animali” (E.A.A.)

L’apprendimento attraverso la mediazione di tutti quegli elementi naturali che costituiscono il fondamento dell’esperienza diretta assume particolare significato nella E.A.A, questo perché le peculiarità dell’animale, nella fattispecie del cane, si evidenziano nel potenziamento di quelle risorse presenti nell’alunno, che possono essere convogliate in un percorso di educazione e apprendimento “speciali” mirati al raggiungimento di obiettivi sostanziali come l’autostima, la sicurezza e l’autorealizzazione, oltre all’acquisizione spontanea di contenuti scientifici fondamentali. 

L’esperienza di Educazione Assistita con Animali, effettuata alla D.D. “P. Novelli”, ha fatto vivere agli alunni situazioni inusuali, utili, a tratti entusiasmanti, ma anche e soprattutto incredibilmente gratificanti. Ciò che ne ha determinato la funzionalità positiva nasce proprio in virtù di tale gratificazione e del successo conseguito dal poter sperimentare in prima persona. Ecco perché tale esperienza, nata quasi in sordina, è riuscita a concretizzarsi come un significativo e indelebile percorso educativo – didattico.

C’è da aggiungere una riflessione fondamentale: quando l’esperienza vissuta risulta davvero gratificante, come è successo per l’E.A.A. sperimentata alla Novelli, le osservazioni e le operazioni compiute dagli alunni si scolpiscono per sempre nella loro memoria costituendo la base per altri apprendimenti. Ciò avviene in quanto la loro giovane mente, esercitando una certa selettività basata sull’interesse verso alcuni input provenienti dall’ambiente circostante e sull’attenzione relativa agli stimoli che arrivano dai canali sensoriali di ciascuno, apre dinnanzi a sé nuovi e inesplorati orizzonti.

La motivazione intrinseca che deriva dal contatto diretto con l’animale, risulta costituire le solide fondamenta su cui costruire, in maniera più naturale e immediata, l’azione educativa.

È stato davvero emozionante notare la perfetta sinergia tra cane e alunno, l’attenzione decisamente amplificata del bambino con disabilità nei riguardi delle situazioni educative vissute, l’azione inclusiva esercitata su tutti gli alunni, perché imparare dai libri formerà di certo “lo studente”, ma apprendere dall’esperienza concreta formerà sicuramente “l’essere umano”. 

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