Monreale, 28 novembre 2017 – Storie di popoli, guerre e di invasioni, di verità, sogni e leggende, di amore, fratellanza e integrazione…Storie di legami intensi, tra due importanti “nuclei urbani” così vicini e complementari, le cui radici millenarie sono state tramandate da fonti antiche, da tradizioni lontanissime ma ancora attuali e da enigmatiche e accattivanti parole scritte.
“Storie di libri fra Palermo e Monreale“, un lungo sentiero, ove la via tracciata da un popolo determina un continuum con quella segnata da un altro popolo.
Per il secondo anno consecutivo tale legame intrinseco è stato celebrato, sabato 25 Novembre, con una manifestazione culturale che ha voluto fondere i percorsi, i vissuti, i racconti di queste due realtà storico-sociali, dalle profonde “affinità elettive”, organizzata dal Comune di Monreale, dal Comune di Palermo, dalla Città Metropolitana di Palermo e dall’Arcidiocesi di Monreale.
Le trame letterarie e storiche si intersecano indissolubilmente con la realtà sociale passata, presente e futura, e di questo intreccio i giovani diventano i migliori testimoni. Per pensare e ipotizzare un futuro, sul quale i ragazzi sono naturalmente proiettati, è necessario costruire il proprio tempo, innestando accuratamente un tempo lontano con l’altro più vicino, collegando il proprio presente con il passato collettivo, riconoscendo il valore formativo del sapere storico.
Ecco perché questa manifestazione ha visto protagoniste le scuole del territorio, per connettere idealmente le varie entità temporali, dando un senso alla storia passata, riflesso di quella presente e vibrante speranza per quella futura.
Tra i molteplici contributi di notevole e apprezzato spessore artistico-culturale una menzione speciale meritano quelli della D.D. “P.Novelli” e dell’I.C.S. “Guglielmo II”.
La D.D. “P. Novelli” ha visto partecipare alla manifestazione diverse classi, impegnate in percorsi differenti ma legati a una stessa matrice: il tema, sempre attuale, dell’integrazione tra popoli. Vari quindi i racconti e le rappresentazioni offerte.
La classe terza C ha elaborato il “Giardino dei Ciliegi“, commovente racconto sulla fratellanza e l’empatia tra la gente del nostro tempo. Le classi quarte hanno rappresentato i presupposti storici dell’asse Palermo-Monreale con un percorso artistico, costituito da splendidi pannelli espositivi, “costruiti” con l’ausilio di svatiate tecniche. Le classi quinte hanno sottolineato le influenze greche, arabe e bizantine attraverso la magica suggestione etno-storica di danze dalla coreografia ricca e coinvolgente.
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Tutte le classi hanno avviato uno studio delle diverse dominazioni in Sicilia. La scoperta del territorio è stata un’occasione per motivare gli alunni alla conoscenza delle testimonianze lasciate dalle popolazioni passate. La presenza imponente di meravigliosi edifici normanni, sintesi delle maestranze arabo-bizantine nella città di Palermo e nella cittadina di Monreale, ha permesso di scoprire tale superbo e articolato territorio. Pertanto si é avviato un affascinante excursus storico dalla dominazione araba a quella normanna. Gli alunni della VE hanno rielaborato il susseguirsi dei fondamentali eventi di tale excursus in un Ebook digitale narrante, illustrato dai variopinti disegni dei bambini.
Molteplici le attività organizzare dall’I. C.S. “Guglielmo II”. La meravigliosa suggestione del “cerchio narrativo“, modalità innovativa dalla notevole valenza espressiva, realizzato dalle insegnanti della scuola dell’Infanzia “Badiella” e dal plesso S.Martino, ha supportato l’incalzare della narrazione del “Carrubo Generoso” fiaba, dal forte significato simbolico, ispirata alla leggenda di Re Guglielmo II.
Tale fiaba rappresenta anch’essa il tema dell’integrazione, ove l’albero diventa metafora dello straniero che, seppur sradicato dalla sua terra, trova accoglienza e conforto in un’altra terra che ne preserva la vita e la consapevolezza di abitare in un mondo privo di confini. Tante altre attività espressivo-artistiche hanno arricchito il fulcro costituito dalla narrazione storica, ad opera delle varie sezioni e classi del Guglielmo II, dall’Infanzia alla secondaria di I grado, tutte finalizzate a incanalare la ricerca storica verso un discorso più ampio di integrazione tra civiltà: dalla ricerca etimologica dell’influenza della lingua araba sul dialetto siciliano, alla rielaborazione di canti, dalla recitazione alla costruzione di splendide scenografie.
L’impegno degli alunni e degli insegnanti di queste due Storiche Istituzioni Scolastiche di Monreale ha voluto sottolineare quella che è una nuova importante frontiera di Ricerca, che da presupposti e radici antichissime trova una sua ratio negli attuali assetti sociali, in nome di quell’accoglienza e di quella tolleranza che, da tempi assai remoti, rappresenta una costante caratteristica del nostro popolo.
“Signuri e signurini avvicinati
va cà na bedda storia vi cuntamu
di così belli, brutti, insanguinati
di chiddu ca successi n’to munnu saracinu
Accaddi ca ni lu tempu assai luntanu
la chiesa di Santa Vergini Maria
mentre l’ostia si pigghiava lu cristianu
li mori la canciarunu in moschea
Tutta intera la corti viscuvili
si ritruvau ad un trattu spodestata
si strasferiu n’ta li muntagni a Murriali
e l’arcidiocesi fu costituita
Nasci accussì na chiesa maestosa
comu Petra sulla porta dillu n’fernu
Super Sanctam Kjriacam radiosa
di Murriali poi diventa pernu
Fu costruita massu supra massu
da un bonu re dilla corona degnu
Guglielmu si chiamava e appi lu pirmissu
dilla Madonna da ci apparvi in sognu
“Senti a mia…” gridò la matri du Signuri
“proprio sutta stu pedi di carruba
ci sta nascostu un granni truvaturi
Susiti e cu li mani nudi tu a scavari
Arricordati da quannu trovi lu tesoru
una chiesa in onor mio devi costruire
Usali tutti li moneti d’oru
pi fari bedda e Santa Murriali ”
Guglielmu ca di faccia e d’intellettu
era bonu e avia forti l’empatia
cu lu cori ca ci sbattia m’pettu
“Si Matruzza” arrispusi “Lu fazzu iu pi tia!”
E truvatu ca fu lu gran tisoru
chiamò li saracini di Palermu
n’gignera ed architetti tutti in coru
ca pusaru mosaicu e beddu marmu
Li mori a re Guglielmu affezionati
picchì li rispittava e addifinniva
pusarunu culonni e capriati
nel nome di quel re che già brillava
Accussì fu da stu pasisi e la so terra
si staccò dillu dominiu di Palermu
di la Sicilia poi diventò perla
grazie alla bontà di re Guglielmu
Ca di facci bedda assai e di cori bonu
pirmisi alli nemici di prigari
e mentri criscìa di Murriali il duomo
nzignò allu munnu… lu “diversu”… a rispittari.”
Antonella Vinciguerra
ICS “GUGLIELMO II”











