Palermo, 14 giugno 2017 – La candidatura a sindaco di Ismaele La Vardera è stata tutta un bluff. Fin dal principio l’idea sarebbe stata quella di realizzare un documentario/servizio dove “il ragazzo col ciuffo rosso” interpreterebbe la parte di se stesso. Dietro la regia delle Iene, che avrebbero finanziato tutto. La Vardera avrebbe tenuto all’oscuro di tutto non solo i candidati della sua lista, ma anche i suoi più stretti collaboratori. Ragazzi e ragazze dello staff che lo hanno accompagnato sin dall’inizio della sua avventura.
L’obiettivo: raccontare i retroscena e i particolari della campagna elettorale palermitana. In tutti questi mesi La Vardera avrebbe girato con microfoni e telecamere nascoste per carpire segreti e retroscena dei politici. Avrebbe registrato tutti: da Cuffaro a Miccichè, da Orlando a Ferrandelli.
Pare che La Vardera abbia chiesto la liberatoria alla leader di Fratelli d’Italia per le riprese che la riguardavano, ma che questa abbia risposto picche. E proprio la liberatoria sarebbe alla base della rissa con Francesco Benigno. La Vardera, all’interno dei locali del Comitato elettorale di via Ausonia, avrebbe confessato la verità all’attore. Chiedendo anche a lui il permesso di mandare le immagini che lo riguardavano.