Palermo, 15 giugno 2017 – Era stata trafugata dalla biblioteca Ludovico II De Torres di Monreale ed era finita in una delle biblioteche più prestigiose d’America, la Boston Public Library. Si tratta di una cinquecentina rara, opera di Bernardino Telesio, Varii de naturalibus rebus libelli, Venezia 1590. Il riconoscimento del prezioso documento, come abbiamo riportato in un precedente articolo, si deve a Don Giuseppe Ruggirello, direttore della Biblioteca “Torres” di Monreale, che nel giugno del 2015 si era imbattuto per caso in una edizione digitalizzata dell‘opera.

“Una cinquecentina davvero rara – spiega Don Ruggirello -. E con enorme stupore mi accorgo della firma del Card. Ludovico II De Torres in testa al frontespizio”.
Da allora sono trascorsi quasi due anni, ma grazie al Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio, ed in modo particolare al Brig. Di Garbo, la cinquecentina ha preso la strada di casa.
Dopo essere stata già presentata a New York in occasione del 2 giugno, adesso si trova a Roma, ed entro luglio è previsto il suo rientro presso la biblioteca monrealese.
L’operazione di recupero rientra nell’attività investigativa condotta dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Sicilia nel 2016, e che ha visto impegnati i militari del Nucleo di Palermo e della dipendente Sezione di Siracusa in molteplici ambiti di intervento, con una particolare attenzione al traffico illecito di beni archeologici e ai furti di beni culturali, e che ha portato al rientro di 930 reperti di interesse storico. 90 sono le persone denunciate, oltre 600 i controlli preventivi.

Presso la legione carabinieri Sicilia “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Palermo, in corso Vittorio Emanuele, si potranno adesso ammirare centinaia di queste opere all’interno della mostra “Fidelis”, visitabile sino al 10 settembre 2017.
Tra questi la “Testa di Ade”, recuperata a conclusione di indagini coordinate dalla Procura di Enna. Il reperto, capolavoro inestimabile d’epoca ellenistica, era stato trafugato alla fine degli anni ’70 a Morgantina ed illecitamente esportato a Los Angeles. A seguito della restituzione, la “Testa” è tornata in Sicilia e consegnata al museo archeologico di Aidone (EN).
L’impegno investigativo ha avuto la massima espressione nell’operazione “Himera” che ha permesso di smantellare un’organizzazione dedita al traffico di reperti archeologici scavati in vari siti siciliani e destinati all’illecita esportazione in Germania. L’attività, diretta dalla Procura di Termini Imerese, si è conclusa a maggio, dopo quasi due anni di indagini, con l’esecuzione di 3 misure cautelari personali, la denuncia di 22 persone e il sequestro di 409 reperti archeologici di epoca greca e romana (recuperati complessivamente dall’inizio delle indagini). Inoltre, il Nucleo ha preso parte all’operazione internazionale “Pandora”, sequestrando, a Sciacca, 170 reperti di epoca greca, provento di scavi clandestini. L’operazione, supportata dall’Arma territoriale e in collaborazione con la Direzione Centrale Antifrode e Controllo dell’Agenzia delle Dogane, è stata coordinata da Interpol con l’obiettivo di contrastare, simultaneamente in più Paesi, la commercializzazione di beni d’arte di provenienza illecita. Infine, il costante monitoraggio del web ha permesso di localizzar e sequestrare 310 reperti archeologici, posti in vendita illecitamente attraverso piattaforme telematiche.
In tema di furti di beni culturali, nel 2016 – confermando un trend degli ultimi anni – non vi sono state sottrazioni di notevole valore. Sono stati denunciati 29 furti a fronte dei 22 dell’anno precedente. I luoghi più colpiti sono stati quelli di culto (40%), quelli espositivi (27%) e le abitazioni private (23%). In merito, va osservato come gran parte dei furti avvenuti presso musei e biblioteche (prevalentemente beni archivistici) sono emersi a seguito di controlli inventariali. Pertanto, pur venendo registrati nel 2016 possono riferirsi ad eventi commessi negli anni precedenti, in un arco temporale imprecisato. In tale ambito, tra le attività svolte da Nucleo nel 2016, si segnalano il recupero, a Palermo, di un dipinto ad olio su tavola, risalente al XIX sec., raffigurante “Cristo deposto”, rubato 30 anni fa da un’abitazione privata a Carini (PA) e il sequestro di un libro antico intitolato “Biblia, ad vetustissima exemplaria, venetiis”, risalente al 1587, asportato dal convento dei frati minori cappuccini di Modica (RG). Passando ad altri settori di specialità, va menzionata l’azione di salvaguardia del paesaggio e dei beni monumentali, con il sequestro di diversi edifici storici in relazione a violazioni afferenti alla specifica normativa di tutela.
Intensa è stata anche l’attività di prevenzione dei reati, condotta in sinergia con l’Arma Territoriale, il Raggruppamento Aeromobili Carabinieri e in collaborazione con le competenti Soprintendenze, sviluppata attraverso l’esecuzione di 608 controlli. Questa attività comprende i controlli alla sicurezza anticrimine degli obiettivi a rischio (musei, biblioteche, aree archeologiche, …) nonché delle aree tutelate da vincoli paesaggistici. Inoltre, le attività di verifica hanno riguardato anche gli esercizi commerciali di settore, con numerosi controlli amministrativi presso mercatini, fiere ed esercizi antiquariali. Questi ultimi rivestono un ruolo fondamentale per contrastare la ricettazione di beni trafugati: i dati acquisiti nel corso dei controlli vengono infatti incrociati con quelli presenti nella “Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, gestita dal TPC, che contiene informazioni sulle opere da ricercare e sugli eventi delittuosi collegati.
Nella fotografia: il Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ed il Maggiore Luigi Mancuso, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo.