San Martino delle Scale, 30 marzo- Per gli adolescenti Internet, gli smartphone, i social network rappresentano un contesto di esperienze e socializzazione irrinunciabile. Tuttavia le nuove tecnologie nascondono lati oscuri, come ad esempio l’uso distorto e improprio che ne viene fatto dai ragazzi per colpire intenzionalmente persone indifese e più deboli pubblicando fotografie, video o informazioni private, o divulgando maldicenze attraverso messaggi di testo con il cellulare.
Intanto il fenomeno dilaga e colpisce fasce di età sempre più giovani. Ma cosa si può fare per contrastarlo? Arginare questo fenomeno è impossibile, ma bisogna provare a combatterlo con l’educazione a partire dalla scuola.
Attenta a questo delicatissimo tema, la Guglielmo II sta lavorando nella direzione della sensibilizzazione e dell’educazione alla tolleranza, e la collaborazione con le forze dell’ordine è importante.
Ieri mattina il comandante di stazione Pietro Santi e l’appuntato Bentivegna hanno incontrato gli alunni della scuola secondaria di san Martino delle Scale per affrontare e discutere di bullismo e di cyberbullismo.
L’incontro è durato due ore e l’attenzione degli studenti non è mai calata vista la familiarità con le tematiche. Il comandante Santi ha fatto riflettere i ragazzi sull’uso dei social network e sui diversi pericoli cui è facile incorrere. Interessante la curiosità dei ragazzi nel cercare di capire il limite tra legale e illegale. Il comandante inoltre ha precisato che il ruolo delle forze dell’ordine nel territorio non è soltanto quello di garantire l’ordine pubblico ma anche quello di aiutare la comunità a vivere meglio.
Terminato l’incontro alcuni alunni soddisfatti hanno riferito ai loro docenti le loro impressioni, “I carabinieri possono essere nostri amici…”qualcuno ha detto.
All’inconttro hanno partecipato tutti i docenti, i quali hanno avuto modo di chiarire alcuni loro dubbi.
La professoressa Caterina La Mantia, responsabile di plesso, ha ritenuto proficuo l’incontro perchè vicino agli interessi dei ragazzi. La professoressa Margherita Giambruno, referente alla legalità, ritiene opportuno ripetere in futuro tali esperienze formative con la partecipazione dei genitori spesso ignari delle loro responsabilità.