Nella bella cornice della chiesa degli Agonizzanti, Silvia Vaglica si è esibita in un recital di musiche per pianoforte solo; la giovane pianista monrealese ha inaugurato la nona stagione di concerti del Sacro Ordine Costantiniano, voluta a Monreale dal dott. A. Di Janni.
Nella Chiesa, piena di un pubblico attento, Silvia Vaglica ha saputo sin dall’inizio catalizzare l’attenzione sul pianoforte e sui suoni modulati che si avvicendavano.
Nei Preludi di Schostakovic il moderno linguaggio si è snodato ed arricchito nelle armonie dissonanti, addolcite dalla cantabilità dell’interprete, mentre la limpidezza cristallina dei temi delle due fughe è stata continuamente messa in risalto anche quando i temi sono stati presentati nel comparto basso o divisi tra le due mani.
Altro approccio interpretativo e tecnico è stato quello rivolto ai due autori romantici Mendelsshon e Liszt, dove il lirismo, l’intensità espressiva e la tecnica si sono intrecciati in momenti di forte tensione drammatica, e sono stati messi in evidenza lucidamente e con padronanza.
Il Pubblico ha apprezzato entusiasticamente ed il bis d’obbligo è stato un valzer di Chopin.
Alla fine del concerto abbiamo posto alcune domande alla giovane Artista.
Come ti senti al termine di questo concerto?
Le sensazioni sono molteplici: sono lieta di aver inaugurato questa Stagione concertistica a Monreale, il mio Paese; ho ricevuto tanto affetto da questo pubblico e sono contenta, come mi è stato manifestato, di aver trasmesso belle emozioni.
Come ti definisci nella veste di pianista?
Sono sempre alla ricerca della perfezione (che non ci appartiene come esseri umani); è raro che sia pienamente soddisfatta di me stessa, ma forse è questa la molla che mi spinge avanti e mi stimola; credo che bisogna fare sempre di più e sempre meglio per comunicare agli altri la bellezza della Musica.
Cosa ti aspetti dalla musica nel prossimo futuro?
In questi 12 anni di storia con il pianoforte ho vissuto esperienze musicalmente fantastiche e ad oggi dico che ho numerosi obiettivi e tanto ancora da imparare. Il fare musica non è affatto un hobby ma richiede ore, mesi, anni di studio e di sacrifici; la musica, come diceva Nietzsche non è semplicemente un’arte ma una categoria dello spirito umano e va curata e ascoltata con dedizione.