L’Associazione Arci Link, nata a Monreale ormai più di vent’anni fa, è una delle poche realtà giovanili che esistono nel nostro territorio e che, in particolare in quei momenti che l’hanno vista operare nella sua sede di Chiasso Cavallaro, ha consentito a tanti giovani monrealesi di trovare al suo interno degli spazi non solo di aggregazione sociale, ma anche di attivazione sul territorio cittadino, tramite la promozione di iniziative sociali ti stampo ludico, culturale e ambientale.
Il 15 novembre si è tenuta l’assemblea di rito per il rinnovo delle cariche del direttivo dell’associazione, durante la quale Pietro Gambino, giovane studente di giurisprudenza, è stato eletto Presidente. Abbiamo approfittato dell’occasione per farci raccontare da Pietro la storia e le vicissitudini di questa realtà, le iniziative al momento in corso e gli obbiettivi per i prossimi due anni in cui rimarrà in carica.
Pietro, da quanto tempo sei socio dell’Arci Link e perché sei entrato a farne parte?
L’Arci è un’associazione che lavora sul territorio monrealese nell’ambito della cultura e del sociale da parecchi anni. Personalmente ne faccio parte da quando ne avevo circa 15 e sino ad ora – adesso ne ho quasi 22 – sono sempre stato un membro assiduo di questa realtà.
L’Arci ha svolto, da quando ne ho memoria, attività tra le più disparate. È pur vero, però, che l’associazione di qualche anno fa e quella di oggi sono molto differenti. L’Arci pre-pandemia era un’associazione vivissima che contava più di 80 tesserati, godeva di una sede – e quindi di locali propri – ed era nel fiore della sua espansione dal punto di vista degli iscritti. Le attività si svolgevano quasi giornalmente nella sede e spaziavano dal sociale all’ambito culturale, letterario e artistico. Le iniziative non si svolgevano soltanto nei nostri spazi, ma si espandevano anche all’interno del liceo Basile-D’Aleo, nelle strade, nelle piazze e, in generale, negli spazi pubblici, con delle iniziative svolte ad hoc, talvolta di riqualificazione, talvolta culturali, o ancora, rivolte a bambini. A tal proposito va sottolineato come l’associazione Arci Link ha da sempre collaborato con l’associazione Il Quartiere, che principalmente si occupa di lavorare a stretto contatto con i minori: molto spesso alle attività del Quartiere ha partecipato l’Arci Link e viceversa.
Nell’Arci ho trovato un’ambiente stimolante, in cui impegnarmi e mettermi alla prova tramite l’organizzazione e la gestione di attività e in cui fare qualcosa per la nostra comunità che rispondesse anche alle esigenze dei più giovani che, grazie al nostro impegno, vivevano la nostra sede come un luogo centrale nelle loro giornate.
Il Covid, il lockdown e le restrizioni sociali hanno certamente influenzato il percorso che avevate intrapreso. Cosa ha comportato per voi la pandemia e che strumenti avete trovato per tornare a fare attività?
Con la pandemia la vita di tutte le associazioni monrealesi ha subito un grave colpo. Tramite i mezzi disponibili in qual periodo, abbiamo comunque provato a non fermarci del tutto, proponendo sulla nostra pagina Facebook una rubrica settimanale che trattava i temi più disparati a cui i nostri associati volevano riservare uno spazio di approfondimento. Finito il periodo pandemico di massima crisi – durante il quale, a malincuore, abbiamo scelto di lasciare la nostra sede – è iniziato un periodo di rinascita, di reinvenzione di attività e di ripartenza associativa. Su questa scia il gruppo direttivo dell’Arci ha ricominciato a progettare presentando, in partenariato con l’associazione Il Quartiere e con altre realtà del territorio, un progetto di Servizio Civile partito alla fine dello scorso maggio. Il progetto, dal nome “Pigghia d’asciutto”, si prefigge come obbiettivo quello di arginare il fenomeno della dispersione scolastica, purtroppo molto diffuso sul nostro territorio. Tramite attività di diverso tipo, che vanno da un servizio di doposcuola giornaliero alla promozione e alla partecipazione ad attività ludiche e culturali, i nostri volontari lavorano collaborando con le scuole e con altre realtà cittadine.
Quali attività state portando avanti al momento come Arci Link?
Adesso la spinta culturale e sociale dell’Arci non si sostanzia più nelle stesse azioni che avevano luogo prima della pandemia – ovvero attività cadenzate e molto frequenti. Si tratta piuttosto di iniziative più durature, che richiedono un maggiore sforzo nella programmazione e nello svolgimento. Citavo prima il progetto del Servizio Civile – che è stato presentato anche per il prossimo anno – e, tra quanto già avvenuto, va citata anche la sottoscrizione del Patto per la lettura cittadino. I membri dell’associazione hanno partecipato a diversi incontri a Casa della Cultura e adesso Ilaria Cascino e Roberto Orlando stanno proponendo un’ulteriore iniziativa dal nome Liberartista, riconducibile all’ambito del Patto. Si tratta di mostre volte a promuovere un approccio inedito al libro mediante istallazioni, proiezioni e anche la presenza di libri fisici, promosse tramite la collaborazione di venti artisti provenienti da tutta la Sicilia. La peculiarità di questa iniziativa è anche che questi artisti sono nostri coetanei, in quanto uno degli obbiettivi di Liberartista è quello di promuovere le nuove generazioni di artisti siciliani.
Che propositi hai, in quanto presidente, per il futuro dell’associazione?
Si è già sostanziata una programmazione specifica per quanto riguarda i nostri obbiettivi futuri. All’interno dell’associazione si è creato quello che potremmo definire un “nucleo di programmazione”, il cui operato già riteniamo fruttuoso data l’approvazione di questi due progetti. Le nostre intenzioni sono quelle di spingerci anche nell’ambito Erasmus, dando la possibilità ai ragazzi monrealesi di poter fare un’esperienza – di durata non molto lunga, in media una decina di giorni – in altri paesi che aderiscono al progetto Erasmus, per lo più dell’Unione Europea. Già la fase di programmazione inerente a questo progetto è volta al termine e, al momento, ci troviamo in una fase attiva. Siamo iscritti al portale tramite cui stiamo entrando in contatto con associazioni estere e abbiamo già avuto le prime proposte da alcuni enti.
La prospettiva è quella di proseguire sulla via della progettazione, continuare le azioni nel territorio e la collaborazione con altre associazioni, dare la possibilità a ragazzi monrealesi di fare nuove esperienze e così ampliare la base sociale su cui fa fede l’associazione. È chiaro che coinvolgendo i ragazzi in attività interessanti, quale può essere quella dell’Erasmus, speriamo di riuscire anche a sortire in alcuni di loro un interesse nella partecipazione attiva alla nostra realtà. Colgo anzi l’opportunità di questa intervista fatta in occasione del cambio carica per invitare tutti i giovani che vogliono spendere del tempo e delle energie in un progetto, che sentono della passione nei confronti della vita associativa e un affetto nei confronti del territorio monrealese, a contattarci e venire alle nostre iniziative per approcciarsi all’Arci Link di Monreale.
