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Nemo propheta in patria, a Castrense Ganci cittadinanza onoraria conferita dal Comune di Castrofilippo

“Per aver guidato la Polizia Locale con indiscussa professionalità a difesa della legalità e con grande senso del dovere”

Nemo propheta in patria è una locuzione in lingua latina, tratta dai vangeli e significa che nessuno è profeta nella propria patria. 

L’espressione vuole significare la difficoltà delle persone ad emergere in ambienti loro familiari, mentre in ambienti estranei viene generalmente assunto che sia più facile far valere le proprie capacità e qualità.

Questa frase mi è tornata in mente nell’apprendere dalla stampa che al nostro concittadino Castrense Ganci, funzionario di Polizia Municipale, nella giornata del 27 settembre scorso, è stata conferita dal Comune di Castrofilippo, in provincia di Agrigento, la cittadinanza onoraria per il lavoro svolto dallo stesso presso il Comune citato dall’agosto del 2011 al giugno 2013. Evidenziamo che il 18 aprile del 2011 il Comune era stato, con decreto prefettizio, sciolto per mafia.

Si legge nel conferimento della cittadinanza onoraria “Per aver guidato la Polizia Locale con indiscussa professionalità a difesa della legalità e con grande senso del dovere”.

Si e giunti a tale riconoscimento dopo che nell’ottobre del 2020 alcuni cittadini di Castrofilippo, costituitisi in comitato spontaneo, hanno avviato una raccolta di firme, che ha coinvolto l’intero paese, sottoponendo al Sindaco Antonio Francesco Badalamenti la proposta di concessione della cittadinanza onoraria.

È bene ricordare che il Ganci attualmente svolge il suo servizio per due giorni la settimana presso il Comune di Mistretta, richiesto dalla Prefettura dopo che anche questo Comune era stato sciolto per mafia, e per i restanti tre giorni presso il comune di Monreale. Anche se in passato, ed in particolare negli ultimi anni, è stato distaccato presso il Comune di Borgetto, Barcellona Pozzo di Gotto, Castellammare del Golfo, Patti, San Cipirrello e Pantelleria, sempre richiesto dalle rispettive Amministrazioni.

Il Ganci fa anche parte di diverse Associazioni di Polizia Locale a livello nazionale ed ha svolto un’opera egregia di informazione presso le scuole ove ha operato, sui temi della Sicurezza Stradale e la Legalità.

A leggere il suo curriculum si resta stupiti per i titoli di studio posseduti (ben tre lauree), i master universitari, gli attestati e le competenze apprese durante il suo lungo iter lavorativo che risale al dicembre del 1982, tre pubblicazioni in materia di polizia locale.

La domanda che sorge spontanea è la seguente: come mai un personaggio con tali capacità, richiesto da varie amministrazioni siciliane per i suoi meriti, a Monreale non viene apprezzato e non gli viene riconosciuto il giusto valore che merita?

Cosa ostacola a che il Ganci possa essere valorizzato per quello che attiene ai suoi meriti?

C’è forse a Monreale chi detiene esperienze, merito, capacità, professionalità superiori alle sue?

Credo che l’Amministrazione dovrebbe far proprie queste domande e dare una esauriente risposta.

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