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“Musumeci ha operato bene, oltre 2000 cantieri aperti in Sicilia”, intervista a Mario Caputo, candidato all’ARS con Forza Italia

Emergenze incendi e rifiuti, legalità, dispersione scolastica, infrastrutture e ponte sullo stretto, risponde l'on. Mario Caputo

Mario Caputo, deputato regionale di Forza Italia, è entrato all’ARS nel febbraio 2020, subentrando ad Antonino Rizzotto, dichiarato non eleggibile.

“In quel periodo il parlamento regionale, così come quello nazionale, veniva chiamato a contenere l’emergenza pandemica – ricorda Caputo -. Il primo anno è stato dedicato molto ad affrontare la pandemia, cosa che il presidente Musumeci e l’assessore Razza hanno fatto in maniera diligente. Ma anche sulle altre problematiche sono stati dati segnali positivi dalla giunta Musumeci, che ha guardato alla crescita e allo sviluppo della Sicilia”.

Onorevole Caputo, il suo giudizio sull’operato dell’amministrazione Musumeci è senz’altro positivo. Ma è vero che molte emergenze sono rimaste del tutto irrisolte dopo 5 anni di amministrazione Musumeci. Cominciamo dai rifiuti, ancora oggi li portiamo fuori dalla regione con costi esorbitanti per i cittadini.

Abbiamo affrontato la questione in assemblea nell’ultima parte della legislatura. Penso che il nuovo governo Schifani potrà occuparsene in maniera coraggiosa e determinante. Condivido la sua posizione sulla scelta di costruire due termovalorizzatori. Bisogna rispettare le questioni di tipo ambientale, ma la Sicilia non può vivere questa continua emergenza. 

Ma perché la questione non è stata affrontata prima?

Circa sei mesi dopo l’insediamento dell’amministrazione Musumeci era arrivata in assemblea la proposta di riforma dell’assessore Pierobon. Poi, per questioni di natura politica, la legge non è andata in aula. La legislatura stava volgendo al termine, e una legge così importante non poteva più essere discussa. Se ne potrà occupare la prossima amministrazione. 

Parliamo di infrastrutture. Ad ogni tornata elettorale esce fuori la proposta del ponte sullo stretto, quando la Sicilia sopporta una situazione lacunosa in termini di strade, autostrade e ferrovie. Al Taobuk di Taormina i comici Ficarra e Picone hanno ironizzato su questa questione, con il presidente Musumeci al loro fianco. Intanto, ponte si o ponte no?

Non bisogna solo soffermarsi sulla Palermo-Catania o sulla Palermo-Messina. Sulle infrastrutture l’assessore Falcone assieme al presidente Musumeci e ai deputati hanno varato importanti e imponenti misure. Oltre 2000 cantieri aperti in Sicilia, con tanta possibilità di crescita dei territori e di creare occupazione. Il ponte sullo Stretto va costruito, ma ci sono altre priorità.

Questione incendi. Durante la campagna elettorale di cinque anni fa Musumeci prometteva l’incremento del personale forestale. Siamo invece ancora fermi al personale assunto 30 anni fa. Anche i droni, pubblicizzati ad inizio anno, non li abbiamo visti, almeno nel palermitano.

La prevenzione va fatta in maniera continuativa e oculata. Non se ne può parlare a marzo o ad aprile. Alcuni giorni fa ho chiesto al presidente Musumeci e al prefetto di Palermo di prorogare l’attività degli operatori forestali almeno fino al 15 ottobre. Poi è necessario fare nuovi concorsi per rimpinguare il personale forestale con nuove energie e figure competenti. Ma è importante la riforma sull’assetto dei forestali, già andata in aula a luglio ma poi non trattata per le dimissioni del governo Musumeci. Anche Schifani ha confermato che la riforma andrà fatta, per dare stabilità agli operatori che da anni garantiscono i nostri boschi. Per quanto riguarda i droni l’impegno c’è stato. Sono stati stanziati fondi dall’assessore Cordaro per renderli operativi.

Una delle competenze della regione riguarda la scuola. In Sicilia si registra un dispersione scolastica del 21,1%, a fronte del 12% nazionale. Come si interviene?

È una problematica che non riguarda solo i minori ma una intera parte della società. È necessario un intervento di tutti gli attori del settore, a partire dagli assistenti sociali e dall’assessorato alla famiglia, per intervenire al più presto su un fenomeno che colpisce i bambini. 

Il tema della legalità sembra rimanere assente da questa campagna elettorale. In un’intervista al Fatto Quotidiano, il magistrato Nino Di Matteo dichiarava: “Ormai abbiamo accettato come un fatto normale che alla presidenza della regione siciliana venga candidato un esponente politico che stando alle parole di chi ha archiviato il procedimento penale ha comunque avuto in passato rapporti significativi con esponenti mafiosi di livello”. Cosa ne pensa?

Ho il massimo rispetto e apprezzamento per il procuratore Nino di Matteo per il lavoro svolto contro la criminalità. Ma non voglio entrare nel merito della questione. Il tema della legalità e della scelta dei candidati è però fondamentale. I candidati non devono avere procedimenti penali pendenti. È un fatto di garanzia per le consultazioni. Però ritengo che chi ha già espiato una pena e ha pagato il conto con la società possa esprimere liberamente il suo pensiero anche a livello politico. Negarglielo sarebbe una esagerazione che non può appartenere ad uno stato democratico e di diritto.

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