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Dal ricordo del padre Franco Franchi all’amore per la scrittura. Intervista a Massimo Benenato

Massimo Benenato figlio dell'indimenticabile attore Franco Franchi

MONREALE – Il suo nome è Massimo Benenato, 57 anni, nasce a Palermo, figlio dell’indimenticabile attore Franco Franchi.

In questa intervista, Massimo ci racconta della sua vita e della sua passione più grande, la scrittura.

C’è un comico che si ispira a Franco Franchi?
Io credo che quel tipo di comicità, oggi, non sia ricalcabile. Appartiene ad una generazione del passato. Le sue battute, le sue smorfie, che costituivano la vera forza di papà, non sono imitabili.

A che età ha iniziato? Il percorso artistico è stato facile o difficile?
Il percorso artistico è stato abbastanza complicato perché papà è nato in una famiglia molto disagiata. Quindi, da bambino essendo molto povero, non era pensabile una carriera del genere. Lui aveva questa sua voglia di esprimersi. Questa sua comicità è iniziata per le strade di Palermo. È andata avanti, finché non è stato notato da Ciccio Ingrassia, anche lui aveva velleità da attore. Così hanno deciso di fare coppia. Hanno iniziato a fare spettacoli e sono stati visti da Domenico Modugno che li ha lanciati nel mondo dello spettacolo.

La sua era una comicità innata o ha studiato per raggiungere questo livello?
Era completamente innata… Era un’artista di strada.

La loro comicità quando inizia ad essere apprezzata?
Da subito sono stati apprezzati. Quando hanno iniziato a fare i primi spettacoli la gente li riconosceva. Lo stesso Domenico Modugno disse “questi due sono una forza della natura” e li scritturò immediatamente. Da lì nacque la loro prima partecipazione al film “Appuntamento ad Ischia” e subito dopo il famoso “Rinaldo in campo”. In quest’ultimo facevano i tre somari ed i tre briganti.


Quanti film ha girato suo padre?
Più di 162 film.

Ha fatto molto teatro o si è dedicato al grande ed al piccolo schermo?
In realtà si sono dedicati di più al grande ed al piccolo schermo. Considera che hanno recitato in questo numero elevato di film in soli 12 – 13 anni. Dopodiché il loro debutto in televisione. Di teatro hanno fatto veramente poco, peccato!

Quanto è stato importante fare coppia con Ciccio Ingrassia?
Loro erano due grandi attori che si sono uniti, piuttosto che un comico ed una spalla. Erano veramente eccezionali. Questo si nota e si vede. I loro tempi comici erano fantastici. Certe volte, guardo i loro film e noto che quando parla uno l’altro sta zitto, ma nello stesso tempo recita con la faccia. Erano semplicemente grandissimi.

Come era papà Franco?
Papà Franco era solare, allegro, di mentalità aperta. Entrava lui in casa e cambiava subito l’atmosfera. Con noi è stato un papà, ma soprattutto un amico. Ci ha amato tantissimo.

Oltre al teatro, aveva altri hobby?
Mio padre dipingeva, suonava qualche tipo di strumento, la chitarra, il violino, la batteria, la fisarmonica, la tromba, il pianoforte. Addirittura suonava la foglia di edera come un violino, solo lui sapeva farlo.

Cosa ha lasciato la coppia Franco e Ciccio?
Loro fanno parte di un periodo lungo degli anni ’60 e ’70. Hanno lasciato in eredità una produzione infinita di film, spettacoli musicali… Papà amava anche cantare.

Quando è iniziata invece la sua passione per la scrittura?

Ho cominciato una decina di anni fa. Prima, avendo avuto un padre così poliedrico, mi sono interessato di musica, di pittura, di scultura. In quegli anni ho cercato la mia strada a livello artistico. Successivamente ho scritto dei racconti che sono piaciuti a mio nipote. Così ho scritto un romanzo per ragazzi e da lì è iniziato tutto… Ho scritto il mio quarto romanzo dal titolo “Ali d’angelo”. In questo momento, in giro per l’Italia, c’è il mio libro “Sotto le stelle di Roma”. Una storia brillante che si rifà alle commedie americane. Essendo figlio di un attore che faceva commedie, sono cresciuto con questo tipo di visitazione. Amo il genere comico e divertente anche se all’interno del libro ci sono degli spunti interessanti che invitano a riflettere.

Anche tu sei un comico come papà Franco?
Purtroppo no… Non ho quella faccia di gomma, quell’energia che traspariva da lui. Bastava che muoveva semplicemente una guancia e tu scoppiavi a ridere. Sono un tipo allegro e divertente, quello sì.

Hai pensato di scrivere un libro su tuo padre?

Lo sto scrivendo proprio adesso. In questo libro mio padre parlerà in prima persona e racconterà gli ultimi tre mesi della sua vita. Lo sto scrivendo così perché mi piace l’idea che la gente lo conosca anche come uomo.

Qual è il messaggio intrinseco dei tuoi libri?
I miei libri parlano di vita. Io ho una mia filosofia. Una filosofia orientale, credo nella spiritualità, nei chakra, nelle auree. Faccio pratica meditativa da tanti anni. Voglio condividere con gli altri tutto ciò che mi è capitato.
Ho avuto due vite: la prima con papà qui presente e la seconda con papà presente in un altro modo. Un modo un po’ più speciale e questo mi ha cambiato la vita. Ho avuto diversi contatti con papà al limite del credibile. Qualche aneddoto?
Papà era scomparso da qualche mese ed io sono entrato nella mia stanza. Ad un certo punto si è accesa la televisione da sola ed è apparso lui in primo piano. Lasciandomi di stucco in piedi davanti al televisore. Papà stava recitando la poesia al figlio di Kipling. Per me è stato un segnale, papà è sempre con me.

Qualche ricordo con papà ancora in vita?
Una notte da piccolino insieme a papà abbiamo guardato le stelle dalla terrazza. Papà parlava di Giove, di Marte, della Luna, delle Stelle, divertendomi. Un ricordo che non dimenticherò mai.

Commenti positivi dal giornalista Antonio Fiasconaro, dall’editore Nicola Macaione e dallo storico di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Giuseppe Li Causi.

“Io e Massimo ci siamo conosciuti a giugno nel 2018 a Roma – dice Antonio Fiasconaro. Lui mi ha chiesto di pubblicare il libro “Sotto le stelle di Roma” con una casa editrice siciliana o palermitana per legarlo al papà Franco. Così ho fatto conoscere Massimo all’editore di Spazio Cultura. Inoltre, ho scritto la prefazione del suo ultimo libro. Con Massimo si è instaurata una grande amicizia”.
“Abbiamo letto il libro e ne siamo rimasti entusiasti. Massimo ha fatto un ottimo lavoro” commenta Nicola Macaione.
“Massimo è un grande amico. Una persona umile come lo era suo padre” chiosa Giuseppe Li Causi.

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