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Scandalo AST, l’ex presidente Tafuri fa il nome di Marco Intravaia: “Estraneo ai fatti, presenterò querela”

Marco Intravaia nell’elenco dei nomi fatti da Tafuri ai magistrati: “pressioni politiche? Io estraneo ai fatti e presenterò querela”

“Sono estraneo ai fatti, sporgerò querela contro Gaetano Tafuri”.

Marco Intravaia risponde in modo lapidario dinanzi alle accuse mossegli contro dall’ex presidente dell’Azienda siciliana dei trasporti che, come riportato ieri da livesicilia.it, nel corso dell’interrogatorio di garanzia aveva sciorinato dinanzi ai magistrati un lungo elenco di personaggi politici che gli avrebbero fatto una serie di pressioni politiche. E tra questi, appunto, è uscito il nome di Marco Intravaia, segretario particolare del presidente della regione Nello Musumeci, e, con molta probabilità, candidato alle elezioni regionali di novembre. 

Tafuri è finito al centro dell’inchiesta dei magistrati di Palermo in seno allo scandalo AST, scoppiato agli inizi di quest’anno.

Dinanzi ai magistrati ha fatto diversi nomi, da quello del vicepresidente della Regione Gaetano Armao a quello dell’on. Riccardo Savona, ma anche quello di Marco Intravaia, che – secondo quanto dichiarato – avrebbe perorato dinanzi a lui la causa di un dirigente dell’AST, tale Filippo Lo Cicero.

“A metà 2019 Marco Intravaia – mette a verbale Tafuri – che è uno dei più fidati collaboratori del presidente della Regione Musumeci in tandem con il vicepresidente Armao che mi perorava la stessa iniziativa, mi ha insistentemente chiesto di rinunciare all’appello in una importante causa per il riconoscimento di mansioni superiori intentata dal dottor Filippo Lo Cicero, figlio di uno storico dirigente regionale”. 

“Intravaia – continua Tafuri – era intenzionato a farlo entrare nel gruppo di supporto per la sua campagna elettorale alle elezioni regionali 2022”

Lo Cicero aveva vinto la causa in primo grado davanti al Tribunale di Palermo che aveva riconosciuto le funzioni di parametro 250 e quindi notevoli differenze economiche. “La richiesta di Intravaia e di Armao – dichiara Tafuri – era che rinunciassimo tout court all’appello, quindi di fatto non ci chiedevano una transazione ma una resa”.

Tafuri racconta che si rifiutò e che la sentenza di appello gli diede ragione. Ma intanto, “fino a prima che la causa andasse in decisione in appello sia Intravaia che Armao mi sollecitarono di nuovo a rinunciare all’appello. Ho rifiutato, sono andato avanti fino alla fine e Lo Cicero ha perso la causa. Ho mandato sia ad Arma che a Intravaia un messaggio con la prima pagina della sentenza di appello scrivendo ‘lo vedi come avevo ragione io?’”.

Sulla questione abbiamo sentito Marco Intravaia, presidente del consiglio comunale di Monreale. “Non rilascio nessun commento – ha replicato -. Sono estraneo ai fatti e presenterò querela contro Tafuri”.

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