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Monreale, Consiglio comunale, entra Tusa, esce Micalizzi

Per la Corte Costituzionale in occasione delle consultazioni del 2019 alla maggioranza spettavano 15 seggi invece di 14

Sarà Mario Micalizzi a lasciare il seggio in consiglio comunale a beneficio di Michele Tusa. A deciderlo una recente sentenza della Corte costituzionale.

La Consulta, presidente Giuliano Amato, ha ribaltato il verdetto del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, che nel giugno 2020 aveva rigettato il ricorso presentato da Michele Tusa, candidato alle scorse amministrative nella lista “La Nostra Terra”, rappresentato dagli avvocati Stefania e Valeria Amato, contro il comune di Monreale e l’assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica, nei confronti della proclamazione a consigliere comunale di Silvio Terzo.

Gli avvocati di Tusa, l’11 giugno 2019, avevano chiesto l’annullamento della proclamazione degli eletti avvenuta a maggio 2019. In quella circostanza erano stati attribuiti 14 seggi alle liste a sostegno del Sindaco eletto e 10 seggi alle liste e coalizioni perdenti. Secondo i legali di Tusa, primo dei non eletti nella lista “La Nostra Terra”, con 14 seggi non si sarebbe raggiunto il 60% dei seggi, bensì il 58,33%, ovverosia una percentuale inferiore a quella normativamente prevista. Sarebbero invece spettati 15 seggi alle liste del sindaco e 9 a quelle dell’opposizione.

In occasione della consultazione elettorale del 2019, da parte dei diversi Uffici centrali elettorali competenti vennero adottate disposizioni non uniformi proprio riguardo all’arrotondamento dei quozienti decimali. Nel caso dei Comuni di Bagheria e di Caltanissetta l’Ufficio centrale elettorale aveva operato l’arrotondamento verso l’unità superiore, a differenza di quanto fatto dall’Ufficio elettorale del Comune di Monreale).

Gli avvocati di Tusa avevano quindi chiesto al TAR una diversa interpretazione, ai sensi dell’articolo 4 , comma 6, della legge regionale n. 35/1997, cioè di quella che prevede l’assegnazione del 60 % dei seggi del Consiglio alle liste a sostegno del sindaco.

Condizione che avrebbe fatto decadere il seggio di Silvio Terzo (eletto in Alternativa Civica) a beneficio di Michele Tusa.

Intanto, dopo l’uscita dal consiglio di Geri Valerio, eletto nelle file di Alternativa Civica, in consiglio era entrato Mario Micalizzi, primo dei non eletti.

Il ricorso presentato dai legali di Tusa era stato rigettato dal TAR. Riuniti in camera di consiglio (Presidente Calogero Ferlisi, Consigliere Estensore Aurora Lento, Consigliere Sebastiano Zafarana), il giorno 2 luglio 2020 i magistrati avevano ritenuto corretto l’arrotondamento per difetto operato dall’ufficio elettorale in presenza di decimale inferiore a cinquanta centesimi; il 60% dei 24 seggi assegnati al Comune è, infatti, pari al 14,40 %, che va arrotondato per difetto a 14.

Il verdetto era dipeso da una recente legge regionale, del marzo 2020, che aveva dato una interpretazione autentica della precedente normativa, superando il precedente consolidato orientamento.

Ma successivamente, il 25 gennaio 2022, la Consulta dichiarerà costituzionalmente illegittima tale legge regionale.

“L’arrotondamento per difetto – si legge nella sentenza -, quando il decimale è inferiore a 50 centesimi, comporta l’assegnazione alle liste collegate al sindaco eletto di 14 consiglieri, pari al 58,33 per cento dei seggi consiliari, perciò, senza dubbio, di un numero di seggi inferiore al 60 per cento, in evidente contrasto con il dato testuale esibito dalla disposizione asseritamente interpretata”.

Nella seduta consiliare programmata per mercoledì 8 giugno verrà inserita la proposta di deliberazione di nomina di Michele Tusa.

 

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