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Sanità in tempo di covid. La sventura di un bambino monrealese con gravi problemi di salute

La mamma: “Ogni giorno vivo con l’ansia che mio figlio possa peggiorare”

MONREALE –  Mentre il mondo cade a pezzi e scrivere pagine di cronaca non è mai stato più difficile quanto in questi anni, noi non ci arrendiamo. Nei giorni scorsi abbiamo ascoltato una mamma, una grande donna che, malgrado la vita non sia stata generosa con lei e con la sua famiglia, non si è mai persa d’animo.

Oggi denunciamo la sventura di un bambino monrealese di soli 12 anni. Luca. (Scorri la pagina verso il basso per leggere cosa è successo)

PREMESSA

Era il 12 febbraio 2022 quando denunciavamo le difficoltà riscontrate, a causa dell’emergenza covid, dai cittadini, in alcune strutture ospedaliere nel palermitano: lunghe liste d’attesa per visita specialistica di primo accesso, esami diagnostici rinviati e poi sospesi, interventi chirurgici rimandati a data da destinarsi. Via più celere, invece, a pagamento. (Leggi l’articolo) 

Era il 16 febbraio 2022 quando scrivevamo della protesta delle associazioni dei pazienti nei confronti del Governo centrale e delle Regioni. Ai massimi organi veniva specificatamente richiesto di “garantire assistenza a tutti i pazienti, anche in periodi  di emergenza”. (Leggi l’articolo)

SUCCEDE ANCORA OGGI 

É il 3 marzo 2022 e denunciamo la sventura di un bambino monrealese di soli 12 anni, “messo da parte” a causa dell’emergenza coronavirus.

Non possono le istituzioni tacere! Non possono rimanere inermi!

Non ci è dato conoscere il numero delle persone che nel silenzio soffrono e subiscono episodi di malasanità ma convintamente affermiamo che, anche se fosse solo una, ogni vita va tutelata in egual misura. 

Una nuova stagione si può aspettare ma il treno della vita non ha fermate! 

COSA É SUCCESSO

Abbiamo ascoltato la mamma di Luca

D. S.: Mio figlio, Luca, ha 12 anni. É un bambino cardiopatico, audioleso e con ritardo mentale per malattia genetica. Così piccolo ha già subito diverse operazioni chirurgiche e siamo consapevoli, purtroppo, che potrebbe subirne altre. Malgrado ciò è un bambino pieno di vita”.

D. Apprendere e accettare situazioni come questa, ancor di più perché riferita ad un bambino, non è semplice. Le malattie non hanno età e forse rendono, ci rendono, speciali. E sono sicura che Luca sia un bambino speciale. Sono sicura che Luca abbia tanto da insegnare a noi adulti.

Ma ora raccontami, cosa è successo? É stato semplice gestire le malattie di tuo figlio negli ultimi due anni? Hai riscontrato difficoltà?

D. S.: “No, non è stato semplice. Mio figlio, prima della Pandemia, era in cura in una struttura specializzata di Milano perché all’avanguardia. Abbiamo sempre cercato di garantirgli il meglio, quel meglio che la Sicilia non offriva per la sua patologia.

Negli ultimi due anni abbiamo evitato di partire viste le condizioni di fragilità di Luca e il pericolo covid-19. 

Abbiamo evitato di partire anche per paura di rimanere bloccati lì al nord ed avere ulteriori difficoltà. Ho altri due figli con problemi di salute non indifferenti.

D. Non potendo andare a Milano il bambino è stato seguito qui a Palermo?

D. S.: “Negli ultimi due anni Luca è stato, ed è ancora seguito anche in una struttura specialistica a Palermo, nata poco prima dell’avvento della pandemia. Ci siamo rivolti al “Centro Cuore Europeo”, una struttura raggiunta periodicamente da diversi medici di Milano tra cui anche quelli che conoscono Luca.

Ci tengo a precisare che abbiamo sempre cercato di avere un ospedale di riferimento qui a Palermo sia per semplici controlli, sia per l’eventualità in cui mio figlio dovesse star male. Avere dei medici vicini, a conoscenza della patologia di Luca e al corrente della sua situazione era sempre meglio di niente, non credi?

D. Due anni fa, una brutta notizia. I medici si sono accorti che i rami polmonari di Luca non si erano sviluppati adeguatamente. Poi subentra la pandemia.

D. S.: “Sì, purtroppo ad un controllo di due anni fa i medici qui a Palermo si sono accorti, malgrado il bambino gestisse bene la malattia, che i rami polmonari avevano arrestato la crescita. Dunque ci hanno detto che era necessaria una risonanza magnetica al cuore con mezzo di contrasto, in modo da valutare se fosse necessario intervenire chirurgicamente. Nello stesso tempo, i medici ci spiegavano che, nell’eventualità ce ne fosse stato bisogno, sarebbe stato inutile prendere tempo ed attendere un peggioramento della situazione; è meglio operare in una condizione di non sofferenza del cuore, in età adolescenziale, e non dopo, col cuore in stato di sofferenza, perché potrebbe essere più rischioso”.

Andiamo al dunque, Luca, ancora oggi, è in attesa di effettuare la risonanza magnetica al cuore! 

D. DA QUANTO TEMPO SIETE IN ATTESA?

D. S.: “Da un 1 anno e 2 mesi! Ho provato a fare sollecito ma la risposta è stata sempre la stessa e la puoi immaginare. Ormai l’emergenza coronavirus giustifica tutto!

Ogni giorno vivo con l’ansia che mio figlio possa peggiorare. Ho cercato anche una struttura dove poterla fare a pagamento ma è impossibile. Essendo così piccolo e con gravi problemi cardiaci, dovendola effettuare con mezzo di contrasto, è necessaria una struttura pubblica dotata di terapia intensiva. 

Ma è possibile che a causa del covid tutto il resto dei pazienti non conti? Le altre urgenze non sono rilevanti? Gli altri ammalati non hanno lo stesso diritto di curarsi? Al contrario, a chi è sano è vietato ammalarsi?

Perché non creare una struttura, un reparto con medici specializzati per la cura dei pazienti covid senza togliere niente a nessuno? Ci sono vite che valgono più delle altre? La vita del mio bambino  vale meno di altre?

Aggiungo e concludo. L’altro mio figlio, anche lui con gravi problemi di salute, invece è in attesa da 8 mesi per la radioterapia…

Ci auguriamo che il silenzio venga interrotto dalle istituzioni e che le stesse possano dare risposte serie e concrete ai molteplici punti interrogativi. 

La vita non aspetta tempo. A volte basta un solo attimo per salvarla, un solo secondo per perderla, un solo istante per cambiarla.

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