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Esame diagnostico rinviato e sospeso ben quattro volte: “Sarò costretto a farlo a pagamento”

Emergenza covid: annullate prime visite e rinviati anche interventi chirurgici in alcune strutture ospedaliere del palermitano

MONREALE Tocchiamo oggi un tasto dolente, quello sanitario, che preoccupa migliaia e migliaia di cittadini che non riescono ad effettuare un esame diagnostico, una “semplice” prima visita o un intervento chirurgico, a causa dell’emergenza covid.

Una situazione grave, si tiene a sottolineare, che sta emergendo come ulteriore risvolto negativo dall’emergenza pandemica, di cui si scrive o si parla poco. 

Non abbiamo voluto ignorare la disperazione di alcuni cittadini. Li abbiamo ascoltati. Abbiamo ascoltato le loro parole di sconforto, di delusione, di amarezza, di solitudine. 

“(…) Perchè, quando non ci si può curare attraverso il S.S.N., ma, in via celere, solo a pagamento, un po’ solo ti senti! Solo dinanzi alle difficoltà. Solo nella consapevolezza di azzerare i risparmi. E se non avessi neanche quelli? Come tanta gente? Non potrei curarmi adeguatamente!

Non tutti possiamo permetterci di pagare visite specialistiche o esami diagnostici di vario genere! (…)”. Le parole di un cittadino palermitano che non nasconde la sua delusione rispondendo alle nostre domande.

“Non esistono solo pazienti covid” – il sordo grido di Giovanna -. “Sto male, ero riuscita finalmente a prenotare una visita internistica nel mese di settembre 2021. Mi hanno prenotato per il 17 gennaio 2022. Il 16 gennaio mi hanno chiamato per sospendere la visita specialistica a data da destinarsi a causa dell’aumento dei casi covid! 

Aspettavo da mesi questa benedetta visita per capire la causa del mio malessere e quali accertamenti fare. Nel frattempo, fisicamente, ho notato peggioramenti, ma è chiaro, non avendo diagnosi certa non assumo le terapie corrette!

Mi chiedo, perchè a pagamento si trova sempre spazio?”

E ANCORA…

Gabriele ci racconta la sua storia (nome di fantasia nel rispetto della privacy)

“Intanto ringrazio Filodiretto per aver accolto il mio sfogo. É l’unica cosa che può farmi bene in questo mare di incertezze in cui siamo costretti a vivere da due anni a questa parte.

Ho una malattia autoimmune per la quale esistono terapie palliative che permettono di attenuare i sintomi, e se va bene, anche di rallentare e bloccare il decorso della malattia. Ho 35 anni ma ho anche altre patologie. Rientro fra i soggetti, ora considerati, altamente fragili e assumo immunosopressori.

Dovrei essere, e parlo al condizionale, a maggior ragione tutelato e protetto dallo Stato italiano e dalla politica sanitaria a seguito di quanto abbiamo letto fino ad ora a proposito del perdurare dell’emergenza coronavirus. E invece? Mi sento preso in giro”.  Non nasconde Gabriele lo sdegno e l’amarezza. Poi continua: “Per la mia patologia principale ho bisogno, ad intervalli di tempo annuali, di effettuare entero-Rmn di controllo. Non mi dilungo nel raccontarvi il perché, ma denuncio ciò che mi è successo, sperando che io sia l’unico caso!”

OLTRE IL DISAGIO, LA BEFFA

“VERGOGNA (…)

Tralasciando la parte precedente, vengo al dunque. Dal mese di Novembre devo effettuare una risonanza. Quì lo scandalo non sta nei tempi di prenotazione. Aspettavo una chiamata dall’ospedale per sapere il giorno in cui effettuare l’esame così da fare le analisi del sangue mirate e preventive richiestemi, da portare il giorno dell’accertamento diagnostico. 

A dicembre ricevo una telefonata dall’ospedale che mi chiedeva come mai quel giorno non mi fossi ancora presentato, rimproverandomi per l’assenza. Non mi aveva avvisato nessuno! Nessun addetto mi aveva comunicato che quel giorno avrei dovuto effettuare l’esame, e fin qui possiamo pensare che una svista può capitare!

Riprogrammano una nuova data, fissata per Gennaio. L’esame salta per emergenza covid. Riprogrammano per Febbraio, l’esame salta, nuovamente, per emergenza covid (io ne vengo a conoscenza sempre alcuni giorni prima). Quindi rinviano l’esame a qualche giorno successivo ma nella stessa giornata mi richiamano per  annullare perché avevano sbagliato!!! 

Quindi, mi richiamano giorni dopo, dandomi un’ulteriore data. Sta per arrivare il giorno dell’esame, avevo per l’ennesima, e dico l’ennesima volta sospeso i farmaci per le altre patologie e chiesto giorni di ferie al mio datore di lavoro, E L’ESAME È STATO NUOVAMENTE SOSPESO A DATA DA DESTINARSI per rottura del macchinario! Sarà vero? (…) Sarò costretto a farlo a pagamento!”.

Una storia che sa dell’incredibile

La disperazione di Alessio, Giovanna e Gabriele che, se anche comprendono le difficoltà vissute dalle strutture sanitarie, non comprendono, giustamente, come, a distanza di due anni, le strutture arrivino al collasso perché vittime della conversione dei tradizionali reparti in reparti covid.

Una politica sanitaria che priva non è una garanzia, è un fallimento, è una piaga, è una lama affilata alla gola di chi soffre e ha bisogno d’aiuto, o di una speranza.

Lo scenario, ad oggi, ancora vede medici e pazienti uniti nella lotta del “voglio poter esercitare dignitosamente la professione”, e nella lotta del “vorrei potermi curare”. 

Lunghe anche le liste d’attesa per gli interventi chirurgici. “Sono in attesa da un anno e mezzo” – testimonia Lucia.

 

ART. 32 E ART. 3 DELLA COSTITUZIONE

Se, hai sensi del art 32 cost. il diritto alla salute è un diritto inalienabile della persona e, ai sensi dell’art. 3 cost (che sancisce il diritto di uguaglianza) tutti i cittadini hanno pari diritto di essere curati, anche in situazione di emergenza “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana (…).

Non esistono, dunque, malati di seria A o di serie B. 

Vi lasciamo con la citazione, del primo comma, dell’art. 32 cost, per rispolverare la memoria ad uno Stato che possiede sì, la Carta Costituzionale più bella al mondo, ma che si perde, disattendendola, in un mare in burrasca che travolge una comunità intera.

Art. 32 cost → La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

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