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Dispersione scolastica, quando è frutto della scelta di un indirizzo di studio sbagliato

La possibilità di frequentare istituti dove, gratuitamente, imparare un mestiere, rappresenterebbe una risposta concreta ad un problema sociale che in Sicilia assume dimensioni preoccupanti

Sono troppi gli studenti che già a settembre, o ai primi di ottobre, smettono di frequentare il primo anno della scuola superiore. Ragazzi che si rendono conto di avere fatto una scelta non adeguata alle proprie inclinazioni. Troppo tardi scoprono di essere interessati ad un altro percorso di studi, magari di tipo professionale, che li prepari per diventare meccanici, camerieri, elettricisti, cuochi, parrucchieri, estetisti. Un’opportunità persa, la cui causa va ricercata a monte. E spesso risiede in una considerazione sbagliata, fatta dai ragazzi, dalle loro famiglie, ma spesso anche dai docenti degli istituti di scuola secondaria di primo grado che, in caso di mancata esplicita scelta da parte del discente, ne decidono autonomamente l’iscrizione ad un istituto scolastico.

Alcuni istituti oggi soffrono la riduzione del numero delle iscrizioni, con il conseguente rischio di contrazione delle cattedre o di trasferimento dei docenti perdenti posto. Si può anche giungere all’accorpamento con altri istituti. E non di rado scatta un meccanismo di difesa che porta i docenti delle scuole secondarie di primo grado ad invitare gli alunni ad iscriversi verso questi istituti, anche quando non si tratterebbe per loro della scelta più opportuna. 

D’altra parte alcune scuole ad indirizzo professionale lamentano di subire una sorta di discriminazione da parte dei dirigenti degli istituti di scuola secondaria di primo grado che non ne agevolerebbero l’incontro con gli alunni del terzo anno.

“Accade regolarmente che ci troviamo studenti che vengono a bussare ai cancelli dei nostri istituti nei mesi di settembre e di ottobre, quando ormai non abbiamo più possibilità di accogliere nuove iscrizioni”.

La Sicilia si conferma la Regione italiana con il numero di abbandoni scolastici più elevato. Per gli studenti delle scuole superiori lo scoglio maggiore sembra essere rappresentato dal primo anno di corso. Ma a quel punto alcuni giovani optano per l’istituto alberghiero, mentre altri rimangono a spasso, bighellonando, gonfiando i numeri della dispersione scolastica. 

“Un giovane che abbandona la scuola quasi sempre appartiene a famiglie con scarso livello culturale e poco abbienti – ha dichiarato il presidente della regione siciliana Nello Musumeci -. La povertà educativa è uno dei problemi con i quali le istituzioni dovranno fare i conti nei prossimi anni. La dispersione scolastica è un fenomeno che riguarda soprattutto le aree con tassi di povertà significativi”.

Se è vero che la dispersione scolastica risulta strettamente legata ad un contesto sociale povero, è chiaro come contribuisca ad alimentare un problema sociale complesso e dalle dimensioni già enormi. 

“I nostri istituti riescono a professionalizzare tanti studenti, fornendo i libri e il materiale di studio gratuitamente – spiega un dirigente di un istituto professionale -. Alcuni si rivolgono a noi anche per l’impossibilità di spendere 300 o 400 € per l’acquisto dei libri di testo previsti nei licei”.

La possibilità di frequentare istituti dove, gratuitamente, i ragazzi possano imparare un mestiere, rappresenterebbe una risposta concreta ad un problema sociale che in Sicilia assume dimensioni preoccupanti.

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