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Dal collegio alla casa famiglia, la storia di sofferenza e riscatto della monrealese Concetta Rotolo

A cinque anni tolta ai genitori, il collegio, la casa famiglia, la ricerca del lavoro, la scoperta della sua omosessualità

MONREALE – Concetta Rotolo è da otto anni cittadina monrealese. È la protagonista, suo malgrado, di una storia di tanta sofferenza, di solitudine, ma anche pregna di coraggio e di desiderio di riscatto. Il suo racconto comincia quando era in tenera età. 

Concetta nasce da una coppia di Bagheria, ultima di tre figli. Ben presto verranno sottratti ai genitori dai servizi sociali. Così, già all’età di 5 anni, Concetta varca la soglia di un collegio di Palermo. Poi, ad undici anni, andrà a vivere all’interno in una casa famiglia, a Casteldaccia. Vi rimarrà fino al compimento dei 22 anni.

Di quei periodi le sono rimasti bei ricordi. “Le regole erano rigide, ma necessarie. Mi hanno insegnato tanto”. Con le suore prima e in un contesto più familiare dopo ritrova quell’amore tanto agognato, che le spettava di diritto, ma che dai suoi genitori non aveva ricevuto. E che non scoprirà neanche quando, già maggiorenne, chiederà alla mamma di accoglierla nella nuova famiglia che intanto si era creata con un altro uomo, dal quale aveva avuto un figlio. La mamma le chiede un contributo economico per accettarla, quel contributo che Concetta non può dare, ma che soprattutto non ritiene giusto le venga richiesto.

Il suo è un racconto di quelli che ti fanno stringere il cuore, ma che ci ha chiesto di rendere pubblico, perché vuole lanciare ai giovani il suo messaggio sull’importanza della famiglia, sul quel rapporto tante volte difficile tra genitori e figli, del quale solamente chi ne è stato privato ne comprende la fondamentale importanza. “Avere dei genitori che ti sostengano e che ti accompagnino durante la tua crescita è una cosa meravigliosa. Chi ha una famiglia deve tenersela stretta, non lamentatevi di quando i vostri genitori si preoccupano perché arrivate tardi la sera”.

Nei suoi occhi si legge la tristezza di non avere goduto della mamma, con la quale si sente e ogni tanto riesce a vedersi, né del padre, con il quale riesce soltanto a scambiare un “come stai” durante sporadiche telefonate.

Invece le è rimasto forte il legame con i suoi fratelli maggiori, ma con i quali non può neppure avere quel rapporto intimo che vorrebbe. Lui, schizofrenico, risiede in una casa di cura di Bagheria, la sorella è ospite in una comunità di Castelbuono per colpa di una profonda e incurabile depressione. “Il Covid ci ha tenuti separati per tanto tempo, non vedo mio fratello da più di un anno”.

“Nonostante il vuoto familiare io ho continuato ad andare avanti, sono fiera di quello che faccio”.

Oggi Concetta vive con il suo grande amore, un cane, all’interno di un appartamento preso in affitto in piazza Vittorio Emanuele, a Monreale. Di Zeus non può fare a meno. È con lui che ha trascorso il San Valentino, assieme ad una sua amica, Valentina Billeci, che per tanti anni le è stata vicina. Da quando, nel 2013, le ha offerto la sua casa di campagna, a Giacalone. Qui Concetta ha vissuto fino al 2018, ospite della generosità dell’amica, che non ha preteso neanche il rimborso per le spese delle utenze.

Un’amicizia sincera, durata tanti anni, poi interrottasi bruscamente, ma da qualche anno ripresa. “Nonostante una incomprensione che ci ha allontanate, io sono rimasta sempre grata a Valentina per quello che mi ha dato, per quello che ha rappresentato per me”.

Concetta racconta come abbia vissuto per lunghi periodi senza amici, sola, nella ricerca di trovare un lavoro per sbarcare il lunario. In questi anni ha svolto molti lavoretti saltuari, soprattutto accudendo gli anziani nelle case di riposo o servendo ai tavoli. “Soltanto una volta ho ricevuto un contributo dalla Caritas, che mi è servito per pagare un mese di affitto”.

Dal volto di Concetta sprigiona tanta dignità. Si è sempre rimboccata le maniche conquistare la sua indipendenza. Non ha mai chiesto denaro a nessuno, né tantomeno ai genitori. 

Oggi le cose vanno un po’ meglio, grazie al reddito di cittadinanza. 780 € al mese le hanno consentito di prendere un piccolo appartamento in affitto. “Ma non mi piace vivere di assistenza, sono sempre alla ricerca di un lavoro, purché sia sicuro, in regola. Se lo trovassi rinuncerei subito al reddito di cittadinanza”.

Intanto è costretta a fare molte rinunce, ad eliminare le spese superflue, ma dal cane, il suo Zeus, non intende privarsi. È l’elemento più importante della sua vita. “Mi dà tanta compagnia”. Il suo cellulare – “l’ho preso per vedere qualche film” -, è pieno di fotografie di entrambi.

Da poco tempo Concetta ha fatto una nuova scoperta, quella della sua omosessualità. “Ho deciso di viverla apertamente, senza nascondermi”. È anche questo il messaggio che vuole trasferire ai giovani di Monreale. “Ognuno deve amare come vuole. Bisogna vivere la propria identità a testa alta, non va tenuta segreta, non bisogna avere paura del giudizio dei genitori o della società”. La scoperta della sua nuova identità sessuale non è stata vissuta come un trauma, né ha comportato modifiche tra le sue amicizie. Quelle che si sono formate nel corso di questi anni. “In un ristorante dove ho lavorato per un lungo periodo ho stretto amicizia con una collega, M., con la quale il legame è rimasto forte”.

Concetta svolge anche del volontariato. La mattina spesso aiuta i bambini ad attraversare la strada per entrare a scuola, a Pioppo, oppure collabora al corretto svolgimento delle operazioni all’hub vaccinale di San Gaetano. “Ho cominciato a fare parte di Evergreen, l’associazione di protezione civile. Svolgiamo un servizio utile per la società, questo mi riempie di gioia e mi fa sentire utile”.

Concetta oggi ha 31 anni. È molto legata a Monreale, la sua città di adozione. “Monreale mi ha accolto, mi ha ridato la vita, è qui che ho trovato nuovi amici”.

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