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Crisi e caro bollette, don Ferdinando Toia: “Anche la Caritas non potrà più dare aiuto alle famiglie”

"Stiamo assistendo ad un crollo economico dovuto al caroprezzi che, come una valanga, sta coinvolgendo e schiacciando tantissime famiglie del nostro territorio"

Anche Monreale, come tanti Comuni in Italia, ha partecipato giovedì sera alla protesta contro il caro bollette spegnendo le luci degli edifici comunali e dei monumenti della cittadina per sensibilizzare il Governo sugli effetti che lo spropositato aumento dei prezzi dell’energia elettrica avrà sul bilancio di famiglie e imprese. I Sindaci chiedono misure di riduzione delle bollette, decisioni immediate ed interventi nelle politiche energetiche e di approvvigionamento.

A lanciare l’allarme anche don Ferdinando Toia, direttore della Caritas Diocesana di Monreale, che ha espresso a gran voce ai nostri microfoni tutto il suo disappunto relativamente alla questione.

“Stiamo assistendo ad un crollo economico che, come una valanga, sta coinvolgendo e schiacciando tantissime famiglie del nostro territorio. Il costo di luce, gas, carburante è arrivato alle stelle e la gente non ce la fa più neanche a pagare gli affitti. Sapete quante persone e quante famiglie hanno bisogno di aiuto e non sanno più dove sbattere la testa? Anche famiglie della classe media che prima riuscivano ad arrivare a fine mese dignitosamente, adesso non riescono più a tirare avanti”.

“Noi, come Caritas, fino ad adesso abbiamo cercato di contribuire dando una quota parte per le bollette o aiutando a pagare qualche rata di affitto ma è evidente che la situazione non è sostenibile a lungo termine. Le somme che abbiamo a disposizione sono quelle che derivano dall’8 per mille e dal Fondo Carità ma certamente non sono infinite. Dovrebbero bastare per tutto l’anno economico, che per noi coincide con l’anno pastorale iniziando a settembre e concludendosi ad agosto dell’anno solare successivo. Quest’anno però, data la situazione di forte emergenza, presto non avremo più disponibilità. Volendo fare una stima a spanne, credo che a fine marzo non saremo in grado di elargire più nessun aiuto. Considerate inoltre che, di tutti i 24 Comuni della diocesi, Monreale con le sue frazioni è quello più attenzionato. Nonostante ciò, lo ripeto, i fondi presto si esauriranno”.

Batosta per gli esercizi commerciali, la spese per l’energia aumentata del 55%

“Poi, certo, ci sono le parrocchie che, dal canto loro, cercano di aiutare il più possibile con i fondi propri e con i fondi che la stessa Caritas ogni anno gli assegna, ma anche loro presto saranno in difficoltà. Perfino la generosità della gente sta venendo meno proprio per lo stesso motivo: le famiglie risentono pesantemente degli aumenti spropositati e la quota che prima si destinava alle offerte e alla carità adesso si va assottigliando sempre più fino a sparire. Oltretutto, dal periodo pandemico la gente frequenta la chiesa sempre meno e credo che qualche parrocchia presto non sarà in grado neanche di onorare la sua stessa bolletta…”

Gli aumenti spropositati dei prezzi dell’energia elettrica, del gas, dei carburanti, si ripercuotono oltretutto, per ovvie ragioni, sui prezzi dei beni di uso comune, di prima necessità e di generi alimentari. Si registrano difatti aumenti notevoli anche nel paniere quotidiano delle famiglie che vedono diminuire drasticamente il loro potere d’acquisto in una situazione generale non più sostenibile.

“Non solo le famiglie si ritrovano in seria difficoltà – continua don Ferdinando – ma anche molte imprese e attività commerciali soffrono notevolmente e rischiano anche di chiudere. Come fa una piccola impresa a sostenere dei costi che vede ogni mese raddoppiare e triplicare? E, rischiando di chiudere, rischiano di lasciare a casa tanti lavoratori e di peggiorare così la situazione in un circolo vizioso che si autoalimenta.
Insomma, siamo in una situazione di grave emergenza, quello che davvero spero è che questa volta la classe politica riesca a fare qualcosa di veramente incisivo e che non si riduca tutto, come spesso avviene, a buoni propositi e tante parole. La gente è stanca ed esasperata, la situazione è davvero al limite e abbiamo tutti bisogno di interventi concreti e immediati”.

Monreale: si spengono le luci

 

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