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Aveva accusato un forestale di essere componente della Famiglia Mafiosa dei Campanella, indagato per diffamazione aggravata Massimo Giletti

Salvino Caputo: "Affermare in Sicilia che un soggetto fa parte di una famiglia mafiosa, equivale alla morte civile"

Nel corso della trasmissione L’ Arena in onda su Rai Uno nell’ottobre aprile del 2016​ ​dove l’ex Presidente​ della Regione, Rosario Crocetta, era ospite, avendo come argomento la presenza di soggetti condannati per reati di mafia, nel bacino regionale dei lavoratori forestali, Massimo Giletti, aveva intervistato un operatore forestale di Pioppo Giuseppe Campanella, che oltre 20 anni fu condannato per favoreggiamento a Cosa Nostra, definendolo pubblicamente come un soggetto appartenente alla “Pericolosa famiglia mafiosa dei Campanella”.

Frase ripetuta più volte durante la trasmissione. “I familiari del Campanella, – afferma l’avv. Salvino Caputo – molti dei quali professionisti, operatori culturali, insegnanti, tutti soggetti incensurati avevano presentato denuncia per diffamazione nei confronti di Massimo Giletti”.

Il conduttore dopo alcune puntate aveva ammesso di essersi sbagliato e che non intendeva fare riferimento ai familiari del Campanella​ in quanto non facenti parte del clan mafioso dei Campanella. Il sostituto procuratore della Repubblica di Roma, dopo oltre 3 anni di indagine aveva presentato istanza di archiviazione affermando che Giletti non voleva diffamare i familiari del Campanella.

I difensori dei familiari del Campanella, gli Avvocati Salvino Caputo, Francesca Fucaloro e la Dr.ssa Giada Caputo, che ha curato tutte le indagini difensive e le dichiarazioni di numerosi testimoni avevano presentato formale opposizione dimostrando che non esiste nel panorama criminale una famiglia mafiosa Campanella.

Il giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Roma rigettata la richiesta di archiviazione ordinava al pubblico Ministero di​ avviare nuove indagini. Intanto il tribunale civile di Palermo condannava il Giletti e la Rai a risarcire i familiari di Campanella per i gravi danni subiti sia moralmente che nell’ immagine.

I difensori di Campanella producevano alla Procura della Repubblica atti investigativi ulteriori a dimostrazione della in fondatezza delle accuse mosse da Giletti. Oggi la Procura della Repubblica di Roma, condividendo le tesi difensive degli avvocati Salvino​ Caputo, Francesca Fucaloro e della Dr. ssa Giada Caputo, ha formalizzato la chiusura delle indagini e ha contestato​ a Massimo Giletti l’accusa di diffamazione aggravata nei confronti dell’intero nucleo familiare di​ Giuseppe Campanella.

“Affermare in Sicilia – ha precisato l’avv. Salvino Caputo – che un soggetto fa parte di una famiglia mafiosa, equivale alla morte civile. Questa è la dimostrazione di come non fare corretta informazione, e di ricercare a tutti i costi odience e pubblicità, utilizzando la televisione pubblica”.

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